DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 16 gennaio 2025

È al momento “congelata” l’ipotesi di un attacco statunitense in Iran. Il Corriere della Sera, citando alcuni retroscena pubblicati da Wall Street Journal, New York Times e Axios, riferisce che Donald Trump «è stato informato che un attacco su larga scala difficilmente porterebbe alla caduta del governo e, invece, potrebbe innescare un conflitto più ampio». Israele in particolare avrebbe delle riserve. Secondo le ricostruzioni dei media citati sopra, «il premier Benjamin Netanyahu avrebbe chiesto a Trump di aspettare per potersi preparare a possibili risposte di Teheran». Per Repubblica, gli israeliani sono convinti per ora che il regime «seppur al minimo storico della sua legittimità, non stia per cadere».
Di Iran si parla sui giornali anche rispetto a come la repressione del regime è percepita e vissuta in Italia. Il Riformista sostiene che in una parte importante della sinistra italiana vi sia un «cortocircuito evidente», in ragione del quale «la sofferenza reale delle persone» diventa «un dettaglio trascurabile» e tutto è sacrificato «sull’altare di un dogma ideologico che non ammette eccezioni: l’odio per gli Stati Uniti, per Israele e per l’Occidente». Sul Giornale, Fiamma Nirenstein accusa: «Guarda caso, Al Jazeera è l’unico media a Teheran, dove manca l’elettricità e la connessione a tutti, fuorché a loro: così può amplificare la versione degli ayatollah, come a Gaza ha fatto con Hamas».


“La chiamata di Abramo è universale”, titola l’Osservatore Romano nel soffermarsi sull’evento per la 37esima Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei svoltosi alla Pontificia Università Gregoriana con il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni. Il Corriere segnala le parole del rabbino capo di Trieste, Alexander Meloni, dopo un incontro alla diocesi locale: «C’è un allarme antisemitismo».


Al Tempio Beth Michael di Roma si è svolta una cena di beneficenza per «i figli con fragilità dei poliziotti», organizzata dalla Comunità ebraica e della Polizia di Stato. Ne scrive il Corriere nelle cronache romane, segnalando la presenza tra gli altri del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.


Sul Foglio, il docente liceale Andrea Atzeni spiega come la propaganda propal stia intossicando il sistema scolastico. Atzeni contesta l’efficacia della nuova nota ministeriale sul pluralismo in classe, definendola una «timida risposta» al «fazioso attivismo fiorito contro Israele e contro gli ebrei».
Per il Foglio, l’Italia di Checco Zalone e del suo film Buen Camino è «un’Italia diversa, che combatte il moralismo, che mette in minoranza il politicamente corretto, che ha il coraggio di ridere anche di ciò su cui ridere è diventato un tabù». Ad esempio ironizzando «sui tromboni propal».


Il Venerdì di Repubblica presenta il libro Salvatore Ottolenghi. Inventore della polizia scientifica di Roberto Riccardi, prima uscita di una collana di Giuntina dedicata a biografie di ebrei italiani. «Mi ha colpito la sua tensione etica, la modernità di un pensiero che all’inizio del Novecento lo aveva portato nelle carceri a studiare i detenuti, a cercare di capirli, a rifiutare i metodi di costrizione», racconta l’autore.