APPELLO AGLI ACCADEMICI – Paolo Pozzi: Vorrei firmare anch’io…
Da diversi giorni ormai sto cercando il sito o il link per poter firmare “L’appello degli accademici italiani per il cessate il fuoco…”, ma inutilmente.
Sia pure “a contratto”, saltuariamente frequento il mondo accademico, con una modesta abilitazione a professore associato, ma vorrei partecipare in modo attivo a questa campagna di sostegno per il “cessate il fuoco”.
Purtroppo però non riesco a trovarvi online per aggiungere il mio supporto. Supporto che, per quanto modesto, sicuramente contribuirà, in egual misura a quello di ognuno di voi che abbia già firmato, a fare un passo in avanti per un “cessate il fuoco”, che si sta rivelando sempre più necessario, sempre più urgente, sempre più doveroso per le nostre coscienze.
Cittadini di un Paese democratico, libero, pluriculturale, non possono più rimanere in silenzio e crogiolarsi in uno “speriamo che se la cavino”; anche perché la storia insegna che in molti casi il silenzio non è silenzio, bensì il più delle volte complicità; magari complicità passiva; ma sempre complicità. Da cui la mia totale adesione e supporto alla vostra campagna per un “cessate il fuoco”. Campagna che, essendo promossa e provenendo dal mondo accademico, ovvero da chi idealmente rappresenta “scienza e coscienza” della società in cui viviamo, ben riesce ad esprimere ed a fondere nell’“appello” il suo concetto di pace, equità, giustizia e – soprattutto – libertà; con un messaggio chiaro ed inequivocabile.
Un testo, insomma, che non lasci alcun dubbio riguardo a chi sia il colpevole e chi la vittima; chi l’oppressore e chi l’oppresso; chi il massacratore e chi il massacrato.
Un testo che spinga, idealmente, anche le piazze a reagire; a manifestare; a far capire con chiarezza a tutta la società civile che ciò che sta avvenendo è sbagliato, insopportabile, inammissibile!
La storia ci insegna come la piazza riesca a cogliere certi messaggi e certi appelli, che fanno leva, scuotono e riportano in superficie valori e concetti che, in tempi tranquilli, sembrano dimenticati o scomparsi; ma che invece son solo sopiti ma presenti. E che, di tanto in tanto, quando si presenta necessità od occasione, possono essere ravvivati.
Da cui il mio desiderio di contribuire a tutto quanto possa scuotere le coscienze della piazza, della società civile, del Paese intero. Il peso del mondo accademico italiano non potrà più essere ignorato. 16,500 civili ammazzati per le strade in tre settimane, con una media di 800 civili ammazzati al giorno (lo stesso numero dei civili ammazzati il 7 ottobre 2023); 330,000 feriti; cadaveri rivenduti alle famiglie per la sepoltura (ricorda qualcosa?); ospedali setacciati a uno a uno alla ricerca dei feriti da arma da fuoco che vengono successivamente arrestati; 2,001 impiccagioni documentate nel 2025; il 50% della popolazione obbligato a indossare sacchi di tela nera; preti pazzi al governo la cui follia fa impallidire Tommaso di Torquemada.
Sì! Accademici Italiani, avete ragione! La penso esattamente come voi! Voglio contribuire al vostro “appello per il cessate il fuoco”! Gli scorsi appelli, quello lanciato nel novembre 2023, con ancora 250 rapiti in mano ai tagliagole palestinesi; e quello del settembre 2025, sono riusciti a raccogliere complessivamente circa 4,500 adesioni; ben il 3,5% del mondo accademico italiano.
Sono fermamente convinto che l’attuale “Appello per il cessate il fuoco in Iran e per la fine della follia teocratica istituzionalizzata” sta raggiungendo una percentuale impressionante di adesioni, com’è giusto che sia; mai vista prima d’ora! Da cui il mio desiderio di associarmi. Fatemi solo sapere dove devo firmare.
Cordiali saluti
Paolo Pozzi
Medico veterinario