DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 20 gennaio 2025

Tra inviti controversi e lo scetticismo di alcuni leader, Donald Trump punta alla firma dell’atto costitutivo del Board of Peace per Gaza per la giornata di giovedì. «Una picconata alla volta, quel che resta dell’Onu si sta già sbriciolando», sottolinea il Corriere della Sera. «I 60 invitati accetteranno questa sorta di privatizzazione dei tentativi di pacificazione? Non c’è dubbio che nel futuro Consiglio sarà Trump e nessun altro a comandare. Sarà lui ad approvare i membri e a poterli espellere. Ogni decisione avrà bisogno del suo ok». La presenza nell’organismo di turchi e qatarioti è un problema serio per Israele, rileva Davide Assael su Domani, trattandosi di «rivali strategici nell’area mediorientale, per non dire direttamente nemici». Sotto la loro spinta, la Striscia rischia di diventare «una piattaforma per intelligence ed eserciti ostili». Per Fiamma Nirenstein (Il Giornale), «se Israele gioca bene le sue carte come Netanyahu sa sempre fare, non avendo mai ricevuto un “no” da questa amministrazione, cercherà di usare i due intrusi, porrà la condizione per evitare che mandino soldati, che abbiano armi, che abbiano ruolo decisionale o di verifica».


Resta in carcere Mohammad Hannoun, il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia accusato di essere il rappresentante di Hamas nel nostro paese. Il Tribunale del Riesame di Genova ha annullato tre delle sette misure cautelari eseguite il 27 dicembre «ma non quella dell’architetto giordano per cui i “collaborazionisti di Israele” vanno puniti con la morte e per cui la caccia all’ebreo maturata nel novembre del 2024 al termine della partita di Europa League tra Ajax e Maccabi Tel Aviv era sostanzialmente giusta» (Libero).


“L’Onu condona l’Iran”, titola il Foglio. Nell’articolo viene citato un rapporto di UN Watch, secondo il quale «la maggior parte degli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani è rimasta in silenzio sulla violenta repressione delle proteste civili» da parte del regime. Il Riformista guarda in Italia e accusa: «Albanese e Salis, due facce della stessa medaglia». Per il quotidiano «la relatrice Onu e l’europarlamentare di Avs hanno condotto una feroce campagna contro Israele”, ma “si sono scoperte timide sulle proteste del popolo iraniano perché non sono anti-occidentali».


Il 27 e il 28 gennaio andrà in onda su Rai1 la miniserie Morbo K, ispirata alla storia vera degli ebrei salvati all’ospedale Fatebenefratelli di Roma. La trama del prodotto televisivo fa però discutere e solleva polemiche. «In quattro ore nette di narrazione, non si vede un cittadino, un funzionario, un gerarca fascista, come se nessuno avesse mai sposato la follia di Mussolini, né tanto meno si dà conto dell’operato della polizia italiana che invece collaborò con i nazisti», scrive La Stampa. Sulla stessa lunghezza d’onda, Repubblica accusa: «I cattivi sono i nazisti, le vittime sono gli ebrei. Fascisti non pervenuti, eppure le leggi razziali furono promulgate nell’Italia fascista nel 1938».


«Il Senato accelera sulle nuove norme contro l’antisemitismo», riferisce il Corriere. «La discussione dovrebbe iniziare presto, con la presentazione di altri due ddl (uno del Pd e uno di M5S) che si aggiungono a disegni di legge già depositati da tempo».  La Stampa si sofferma sui dem e su quello che viene presentato come un tentativo «di ricucire lo strappo con Graziano Delrio, che a dicembre ha depositato un testo “sconfessato” dal partito».


«Qualcosa nel meccanismo del “Mai più” si è inceppato», sostiene Claudio Velardi sul Riformista. «Abbiamo visto riemergere antichi fantasmi, un antisemitismo che credevamo sepolto e che invece passeggia nelle nostre università e nelle nostre piazze. Per la verità, non è solo un “passeggiare”: è una marcia organizzata. Siamo di fronte a una campagna globale falsificante e mistificatoria».