DAFDAF 164 – Ricordare, imparare. E leggere, a ogni età
Le prime pagine del numero 164 di DafDaf sono dedicate a un libro che non è ancora arrivato in libreria – sarà disponibile dai primi giorni di febbraio – che possiamo presentare ai nostri giovani lettori grazie alla squadra di orecchio acerbo, la casa editrice che prende il nome da una poesia di Gianni Rodari.
In occasione del Giorno della Memoria, proponiamo la lettura di un volume illustrato adatto a molte età diverse, un utile ripasso anche per gli adulti: scritto da Titti Marrone e illustrato da Daniela Vizzino si intitola “Il bambino sull’albero” e racconta la storia di 25 bambini sopravvissuti ai campi di concentramento, che hanno trascorso un periodo a Lingfield House, a Londra.
Venivano seguiti da uno staff di psicologi, assistenti sociali e collaboratori affettuosi, diretti da Alice Goldberger, una psicologa ebreo-tedesca che aveva a lungo collaborato con Anna, la figlia di Sigmund Freud. Tra di loro anche Andra e Tatiana Bucci, le due italiane più giovani sopravvissute alla Shoah.
buona lettura!
a.t.
Il bambino sull’albero
Orecchio acerbo, la casa editrice che i lettori assidui di DafDaf oramai conoscono bene, quella che ha preso il nome dalla filastrocca di Rodari intitolata “Un signore maturo con un orecchio acerbo”, questo mese regala al giornale ebraico dei bambini la possibilità di presentare in anteprima un libro che non è ancora uscito.
Scritto da Titti Marrone e illustrato da Daniela Vizzino, si intitola Il bambino sull’albero e racconta una storia difficile, quella di Julius Hamburger.
Julius era il più difficile tra i 25 bambini che hanno trascorso un periodo a Lingfield House, a Londra. Sopravvissuti ai lager nazisti nel 1945 venivano seguiti e curati nelle loro ferite interiori dalla psicanalisi infantile, che era ai suoi esordi.
Lingfield House, messa a disposizione da sir Benjamin Drage, è il luogo dove quei 25 bambini poterono iniziare a riscoprire l’infanzia: giocavano, studiavano, imparavano l’inglese, curavano animali e piante e ricevevano cure affettuose.
Venivano seguiti da uno staff di psicologi, assistenti sociali e collaboratori, diretti da Alice Goldberger, una psicologa ebreo-tedesca che aveva a lungo collaborato con Anna, la figlia di Sigmund Freud.
E come sostenevano sostenevano Anna Freud e Alice Goldberger, “con la cura, l’amore e la pazienza si possono dissodare anche le pietre”.
Non fu facile, quei 25 bambini ebrei erano tedeschi, cecoslovacchi, ungheresi, austriaci, polacchi, e italiani, alcuni erano stati deportati con i genitori, altri affidati a vicini o parenti, o anche a perfetti sconosciuti. A volte erano addirittura nati nel lager e non conoscevano altra realtà che non fosse la violenza dei campi. Erano passati attraverso traumi indicibili, e avevano perso la fiducia negli adulti.
Fra di loro c’erano anche Tatiana e Andra Bucci, le due italiane più giovani scampate alla Shoah. I loro racconti su Lingfield e sui mesi trascorsi lì, definiti da entrambe “il ritorno all’infanzia” o anche “il periodo più bello delle nostre vite”, sono ciò che hanno portato alla nascita de Il bambino sull’albero.
Un signore maturo con un orecchio acerbo
Un giorno sul diretto Capranica-Viterbo
vidi salire un uomo con un orecchio acerbo.
Non era tanto giovane, anzi, era maturato
tutto, tranne l’orecchio, che acerbo era restato.
Cambiai subito posto per essergli vicino
e potermi studiare il fenomeno per benino.
Signore, gli dissi dunque, lei ha una certa età
di quell’orecchio verde che cosa se ne fa?
Rispose gentilmente: – Dica pure che sono vecchio,
di giovane mi è rimasto soltanto quest’orecchio.
È un orecchio bambino, mi serve per capire
le voci che i grandi non stanno mai a sentire:
ascolto quello che dicono gli alberi, gli uccelli,
le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli,
capisco anche i bambini quando dicono cose
che a un orecchio maturo sembrano misteriose…
Così disse il signore con un orecchio acerbo
quel giorno, sul diretto Capranica-Viterbo.
Gianni Rodari