DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 30 gennaio 2026
Il Consiglio dei ministri Ue degli Esteri ha inserito i Guardiani della Rivoluzione iraniana tra i gruppi terroristici, in compagnia tra le altre di forze come Hamas e Hezbollah. La svolta è storica. «Ci sono voluti migliaia di morti innocenti per le strade di Teheran per spingere gli Stati membri dell’Unione europea a superare la consueta cautela», racconta il Corriere della Sera. L’iniziativa avrà ripercussioni concrete sul regime, perché «alcuni pasdaran sono già soggetti a sanzioni ma l’inserimento dell’intera Guardia implica che tutti saranno soggetti al congelamento dei beni, al divieto di viaggio nell’Ue e non potranno ricevere risorse finanziarie». I pasdaran, come riporta il Giornale, non sono solo una forza militare, ma uno stato nello stato «che controlla l’economia e la politica: si calcola che un terzo del tessuto economico del paese sia nella mani dei Guardiani della Rivoluzione, che contano su un giro d’affari di oltre 12 miliardi l’anno». In un primo momento, scrive Repubblica, il Consiglio dei ministri aveva optato per un rinvio. «Soprattutto per i dubbi espressi da Francia, Italia, Spagna e Belgio, preoccupati per le sorti dei connazionali».
E le Nazioni Unite? «Fra messaggi su energie rinnovabili, xenofobia, biodiversità e gli immancabili attacchi a Israele, l’unico segnale digitale sull’Iran nei social di António Guterres, segretario dell’Onu, risale all’11 gennaio», sottolinea il Foglio. Continua intanto a distinguersi per “attivismo” Francesca Albanese: è in uscita “Disunited Nations”, documentario celebrativo della special rapporteur. Per il Giornale, che prevede una sua candidatura in politica, la data da cerchiare in rosso è mercoledì 11 febbraio, «quando è previsto un evento nazionale con la proiezione simultanea nei cinema italiani e una diretta streaming con l’Albanese e Cecilia Strada».
Si è svolta ieri a Milano, al Memoriale della Shoah, un’iniziativa in ricordo della deportazione dall’allora binario 21 della stazione ferroviaria. È intervenuta Liliana Segre, che da lì passò bambina. Nella sua cronaca, La Stampa apre con il messaggio conclusivo del discorso della senatrice a vita: «Questa sono io: una donna di pace. Nonostante tutti quelli che mi odiano e mi dicono parole che neanche conoscevo».
Su Avvenire, l’ex coordinatrice nazionale nella lotta contro l’antisemitismo Milena Santerini difende l’istituzione del Giorno della Memoria: «Dopo la Shoah, il “mai più” dei popoli e delle istituzioni ha avuto un senso. L’Europa ha saputo costruire una casa comune basata sulle idee di uguaglianza e solidarietà. Il mondo ebraico ha partecipato facendo della memoria uno dei fondamenti di questa casa, contribuendo alle lotte contro la discriminazione, la pena di morte, l’apartheid».
Nella sala stampa della Camera è in programma questa mattina un’iniziativa che promuove la “remigrazione”, organizzata da un deputato leghista e con vari interventi di estrema destra. “Opposizioni pronte alle barricate”, titola La Stampa. «A far salire sulle barricate le opposizioni è soprattutto il parterre “nostalgico” dei relatori: Luca Marsella di CasaPound, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti, ex di Forza Nuova, e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti».
Per David Parenzo, intervistato dal Riformista, «in Italia esiste un serio problema di intolleranza verso chi difende il diritto di Israele a esistere». Il giornalista è stato preso di mira da gruppi propal per via della presentazione del suo libro su Israele a Siena. «Verrò a Siena con grande gioia, ignorando queste minoranze rumorose che pretendono il monopolio dei temi e delle voci legittimate a esprimersi».