DAFDAF 165 – Speciale Tu Bishvat, il capodanno degli alberi
Il numero 165 di DafDaf, in distribuzione di questi giorni, è tutto incentrato sul capodanno degli alberi: dalle pagine dedicate al Seder di T Bishvat illustrato da Luisa Valenti, in cui abbiamo messo insieme qualche spiegazione, per orientarsi tra bicchieri di vino che cambiano colore e le 30 specie di frutti che sarebbe bene mangiare a una scelta di ricette con i fiori, che ci ha regalato Claudia De Benedetti. Si prosegue con un ripasso: cosa mangiano le piante? Sono pagine dedicate alla scienza, in cui abbiamo ripreso dei contributi di Daniela Ovadia e Marco Delmastro, per poi passare a un ulteriore contributo di Luisa Valenti, che gioca con le illustrazioni, appoggiandosi a Bruno Munari e al suo libro dedicato agli alberi. A chiudere il numero tre pagine dedicate al rapporto da gli alberi e la memoria, e ai giardini dedicati ai Giusti tra le Nazioni.
buona lettura, e chag sameach!
a.t

Il seder di TuBishvat
Molte festività ebraiche sono legate ai cicli della natura, e per Tu Bishvat, il capodanno degli alberi, questo legame è molto evidente, e molto forte.
Sarebbe però un grosso errore pensare che non ci sia altro in questa festa.
Il Seder di Tu Bishvat per esempio è un pasto a base di frutta in cui ogni cosa che si beve e si mangia ha un significato profondo, e parecchi collegamenti mistici.
Per capirne l’importanza bisognerebbe conoscere un po’ di midrashim, studiare la Torah, andare a vedere nel Talmud, e tuffarsi nello Zohar… noi ci limitiamo a darvi qualche idea, poi se ve la sentite di approfondire il nostro parere è sempre lo stesso: trovare la persona giusta con cui studiare è una cosa meravigliosa.
Durante il seder si bevono 4 bicchieri di vino, in quest’ordine: il primo di vino bianco, il secondo di bianco con dentro un poco di vino rosso, il terzo è un bicchiere di vino metà bianco e metà rosso e il quarto è di rosso.
Le coppe di vino che da bianche diventano rosse rappresentano la progressiva liberazione della natura dal rigore invernale.
Nel corso del pasto sarebbe bene mangiare 30 specie di frutti, se non si riesce dovrebbero comunque essere almeno 12.
I frutti possono essere divisi in tre specie: quelli che possono essere mangiati completamente (come i fichi), quelli che hanno la polpa esterna commestibile ma di cui si getta la parte interna (per esempio i datteri) e quelli con buccia o guscio non commestibile, di cui si mangia solo parte interna (le noci).
Si possono dividere i cibi del seder in quattro gruppi, in questo ordine:
nel primo: grano (sotto forma di biscotti, per esempio), seguito da olive, datteri e uva. E si beve il vino bianco, simbolo dell’inverno e della natura che dorme.
Nel secondo gruppo fico, melograno, cedro e mela, poi il vino che inizia a scurirsi.
Nel terzo vanno noce, mandorle, carrube e pere, e il vino metà bianco e metà rosso.
E siamo arrivati a 12 frutti.
Si continua con il quarto gruppo che parte con le sorbe, poi mele ranette, ciliegie, mele rosse, noccioline, nespole e lupini… e il vino rosso, simbolo della primavera e del risveglio della natura.
Poi sarebbe bene aggiungere altri frutti per arrivare a 30, ma già trovare tutte queste cose non è facile… Meglio iniziare subito allora, buon lavoro!