DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 3 febbraio 2026

Riapre il valico di Rafah, ma solo parzialmente e «con criteri molto stretti», scrive il Corriere della Sera. Il transito è consentito solo a piedi e, per ora, a pochissime persone: ieri sarebbero passati cinque palestinesi, tutti feriti gravi in attesa di cure in Egitto. Il meccanismo di controllo, prosegue il quotidiano, è complesso: l’area è presidiata dall’esercito israeliano, affiancato da funzionari palestinesi del governo transitorio e dalla missione europea Eubam. Le procedure, spiega Repubblica, «non renderanno facili o veloci le operazioni per i civili», mentre circa 18.500 malati, tra cui 4.500 bambini, attendono di essere evacuati. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, riporta il Corriere citando Haaretz, avrebbe chiesto agli americani di dispiegare dei contractor privati per la sicurezza che eseguano le ispezioni quando Rafah verrà aperto anche ai convogli di materiali, perché non si fiderebbe degli europei dell’Eubam o delle forze palestinesi. La Stampa parla di «apertura beffa di Rafah» e dà voce alle critiche dei palestinesi: «qui piovono ancora bombe».

Accanto alla riapertura limitata di Rafah, resta centrale il nodo politico e di sicurezza dentro la Striscia di Gaza, divisa dalla linea gialla, con una metà sotto controllo israeliano, l’altra sotto Hamas. In quest’ultima, scrive Repubblica, i terroristi palestinesi sono «tornati a spadroneggiare ed è l’organizzazione a far funzionare quel poco di ritorno alla normalità». Hamas, prosegue il quotidiano, assicura di essere pronto a passare le consegne al comitato tecnico, ma «resta la questione del disarmo», che «nessuno ha mai affrontato direttamente». Sul piano politico, conclude Repubblica, Hamas potrebbe tentare di rilanciarsi come forza legittima in vista delle elezioni parlamentari convocate per novembre dal presidente dell’Anp Mahmoud Abbas, ma «il raìs chiede che i partiti riconoscano gli accordi firmati dall’Olp, incluso il riconoscimento di Israele, una condizione che i jihadisti non hanno mai accettato».

Venerdì a Istanbul si terrà un vertice tra Stati Uniti e Iran, con l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, primo contatto diretto dopo il collasso dei negoziati e la Guerra dei dodici giorni del 2025, scrive La Stampa. Ufficialmente l’incontro serve «ad ascoltare cosa hanno da dire» gli iraniani, ma Washington punta a richieste precise: stop totale all’arricchimento dell’uranio, limiti ai missili balistici e fine del sostegno alle milizie regionali. Spiega il quotidiano. Teheran replica che «la rimozione delle sanzioni è una priorità essenziale». Il faccia a faccia, secondo Reuters, avrà un formato quasi regionale: attesi anche Jared Kushner e rappresentanti di Qatar, Arabia Saudita, Emirati, Oman ed Egitto, nel tentativo di prevenire una nuova escalation. L’agenda di Witkoff intreccia più dossier: oggi in Israele per Gaza e Iran, poi ad Abu Dhabi anche sul conflitto ucraino, sottolinea il Corriere. La pressione internazionale su Teheran resta alta, prosegue il quotidiano: dopo Usa e Ue, anche il Regno Unito ha varato nuove sanzioni contro dieci alti funzionari iraniani, incluso il ministro dell’Interno. Cresce inoltre la tensione con l’Europa dopo l’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche: Teheran ha convocato gli ambasciatori Ue e l’Italia ha sospeso i servizi consolari nella capitale iraniana.

Secondo Il Sole 24 Ore, i Giochi olimpici invernali di Milano – al via il 6 febbraio – saranno anche una piattaforma di “diplomazia dello sport” per il governo italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, scrive il quotidiano economico, si prepara a possibili incontri con il vicepresidente Usa J.D. Vance e il segretario di Stato americano Marco Rubio, con l’obiettivo di ritessere il dialogo con Washington, a partire da Gaza. Meloni vuole «trovare una strada costituzionalmente valida per garantire il contributo italiano» e avrebbe già proposto al presidente Donald Trump di individuare «nelle pieghe dello statuto del controverso Board» una formula che consenta l’ingresso di Italia e di altri partner europei, anche tramite ipotesi di «appoggio esterno» o di presenza come «osservatori».

Davide Assael, su Domani, critica duramente l’uso politico dell’antisemitismo, definendo la proliferazione di ddl sul tema «un orrendo spettacolo» e una «fiera della strumentalizzazione» di un odio mai scomparso e tornato a crescere dopo il 7 ottobre. Assael critica la destra per un «improvviso amore per Israele» giudicato tattico e contraddittorio, che convive con passati e presenti attacchi alle tradizioni ebraiche, e la sinistra per aver sfruttato l’antisionismo come leva politica, «battendo il ferro finché è caldo». La guerra di Gaza, scrive, ha riattivato «i peggiori stereotipi» sull’ebreo vendicativo e insensibile al dolore altrui, spesso alimentati anche da disinformazione. Il nodo, conclude Assael, è il mancato riconoscimento della natura «trasversale» dell’antisemitismo europeo: senza questa consapevolezza, si legge, ogni intervento legislativo rischia di restare propaganda e di contribuire, anziché arginare, alla spirale dell’odio.

In Francia cresce l’allarme antisemitismo: una serie di minacce di bomba ha portato all’evacuazione di scuole e sinagoghe nell’area di Parigi e dell’Île-de-France, coinvolgendo anche il supermercato Hyper Cacher di Porte de Vincennes, teatro dieci anni fa di un attentato terrorista di matrice islamica che costò la vita a quattro persone. In parallelo, atti vandalici hanno colpito una scuola ebraica nel XX arrondissement. I dati, riporta il Foglio, confermano un’escalation senza precedenti: l’86% degli ebrei francesi teme aggressioni dopo il 7 ottobre. Le Monde racconta lo svuotamento di comunità ebraiche storiche.

Sul Foglio, il direttore Claudio Cerasa attacca la «sinistra gruppettara» accusandola di vivere prigioniera dei continui «sì, ma», che le impediscono di riconoscere con chiarezza i «nemici della libertà». Dai fatti di Torino alla politica estera, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino all’antisemitismo, la sinistra, scrive Cerasa, condanna formalmente la violenza ma poi la relativizza, difendendo o giustificando ambienti e alleati estremisti.

Due arresti e quattro indagati – tra cui un ex consigliere comunale di Brescia – è il bilancio di un’operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura di Milano contro la violenza sessuale online su minori, il cosiddetto live distant child abuse. L’ex consigliere, racconta il Giornale, «è Iyas Ashkar, 45 anni, palestinese di Baka El Gharbiya (Israele)», descritto come «importatore di prodotti palestinesi e militante dell’associazione Italia-Palestina».

Due attiviste franco-israeliane hanno ricevuto un mandato di comparizione nel quadro di un’inchiesta per «complicità in genocidio». Le due donne sarebbero sospettate di aver partecipato ad azioni di blocco degli aiuti umanitari a Gaza. I mandati di comparizione sono stati emessi a fine luglio del 2025 contro le avvocate Nili Kupfer-Naouri dell’associazione “Israel Is Forever” e Rachel Touitou, dell’organizzazione “Tsav 9”, nel quadro di un’inchiesta aperta a Parigi, secondo quanto scrive Le Monde, ripreso dal Corriere.

«Parla d’aborto e non di Gaza. Il papa indigna i teologi da tastiera», scrive il Foglio, parlando delle polemiche su Leone XIV dopo il suo intervento contro l’aborto, definito dal pontefice «il più grande distruttore della pace». Secondo il quotidiano, le critiche social e il confronto nostalgico con Francesco ignorano sia la durezza delle parole del predecessore di Leone XIV sul tema sia lo stile diverso del nuovo pontefice, che sceglie un approccio «sobrio», rifiutando il ruolo di papa-mediatico e di «uomo solo al comando».

Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi, è attesa oggi alla Camera dove presenterà il suo report “Genocidio di Gaza: un crimine collettivo”. L’iniziativa è promossa da esponenti di M5S, Pd e Avs, raccontano Libero e Giornale, e contestata dal centrodestra. «La Camera dei Deputati non può essere il palcoscenico di chi legittima la violenza terroristica e diffonde propaganda antisemita. Questo è uno schiaffo alla dignità del Parlamento e a tutti gli italiani», commenta al Giornale la senatrice di Fratelli d’Italia Ester Mieli.