LA RIFLESSIONE – Gadi Polacco: Manca la giunta, manca il dibattito

Ci avviciniamo ai due mesi dalla data delle ultime elezioni Ucei e il silenzio sembra calato sulle dinamiche che dovranno, prima o poi, portare al nuovo assetto dirigenziale dell’ebraismo italiano.
Anche il mondo dei social mi pare che non mostri più un particolare interesse alla questione.
Insomma, il popolo degli iscritti e anche dei consiglieri delle Comunità (lieto di sapere se da qualche parte, invece, non è così) attendono nel silenzio, in verità penso senza particolari patemi, la soluzione della questione.
In particolare facendo parte del gruppo delle «piccole», le 19 Comunità che però valgono 15 voti…, non rilevo aggiornamenti o consultazioni da parte dei nostri rappresentanti.
Insomma, la comunicazione è a zero.
Secondo l’errata interpretazione di Isaia (40:3) potrei definirmi, senza farmene cruccio, «vox clamantis in deserto».
Ma sappiamo che il senso della frase è ben altro : «Qol qorè: bamidbar panù derekh Hashèm» :, «una voce che chiama: nel deserto sgombrate la strada del Signore».
«L’esegesi ebraica inserisce una chiave interpretativa storica: la strada serve perché gli esuli ritornino nella loro terra; il riferimento al deserto rinnova il ricordo del percorso di liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù in Egitto…», cito da un documento dell’Assemblea Rabbinica Italiana del 2022.
Insomma, come chiosa il testo citato, «c’è l’invito a costruire nel deserto una strada per il Signore». Non pretendo certamente questo dai nostri rappresentanti UCEI , ma se qualche voce si levasse in questo deserto comunicativo, non sarebbe male.

Gadi Polacco