NAPOLI – Al Maschio Angioino l’omaggio al “visionario” Giorgio Ascarelli

L’estate del 1926 fu per il calcio italiano quella della svolta. La Carta di Viareggio certificò l’avvio del professionismo, un treno in corsa sul quale riuscirono a salire anche alcune squadre del Centro-Sud. Tra di esse l’Associazione Calcio Napoli fondata ad agosto dall’imprenditore e filantropo ebreo Giorgio Ascarelli.
Titolare di una delle aziende tessili più importanti d’Italia, uomo di poliedrici interessi e spiccata sensibilità sociale, Ascarelli fu per Napoli una sorta di Adriano Olivetti. È una delle vesti in cui lo racconta la mostra “Ascarelli. Un nome e una storia lunga 150 anni” visitabile al Maschio Angioino a partire da domenica 8 febbraio. Curato dal giornalista e saggista Nico Pirozzi, l’allestimento è promosso e finanziato dall’Associazione Memoriæ – Museo della Shoah con il sostegno della Comunità ebraica locale. Un viaggio per immagini che si focalizzerà anche sulle simpatie socialiste di Ascarelli, che gli valsero uno stretto controllo da parte del regime e la qualifica di “sovversivo”. Morto prematuramente nel 1930, quando non aveva ancora compiuto 36 anni, il padre del Napoli sarà poi cancellato dalla memoria collettiva con l’entrata in vigore delle leggi razziste. «È la prima di alcune tappe nel territorio campano, il nostro modo per omaggiare il fondatore nel centenario del club azzurro», sottolinea Pirozzi. Una storia di famiglia, perché Ascarelli «fu un visionario, figlio, nipote, cugino e cognato di visionari».
Il giornalista ha dedicato ad Ascarelli vari approfondimenti. Lavorando in vista dell’anniversario a un’edizione speciale del suo libro Ascarelli. Una storia italiana con elementi biografici inediti relativi alla moglie di Giorgio, la padovana Bice Diena, che alla morte del marito donerà alla nuova dirigenza del Napoli lo stadio di proprietà inaugurato alcune settimane prima in un tripudio di folla. A gennaio l’Associazione Memoriæ – Museo della Shoah ha promosso e finanziato una tiratura limitata dell’opera in 100 esemplari, disponibili in Comunità. Prossimamente «ci sarà però anche un’edizione “normale” del libro, regolarmente distribuita», annuncia l’autore. La mostra e i libri sono per Pirozzi anche «occasioni per sensibilizzare» su una campagna lanciata alcuni anni fa e volta alla reintitolazione del piazzale dello stadio Diego Armando Maradona. Per Pirozzi, è «inconcepibile» che in un luogo del genere si omaggi un pezzo grosso del fascismo napoletano come l’ex segretario federale Vincenzo Tecchio. Secondo il giornalista, il modo migliore per sanare quel torto della toponomastica sarebbe intestare l’area ad Ascarelli. 

a.s.