DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 10 febbraio 2026
Venerdì è in programma il secondo round di colloqui tra Iran e Usa. Intanto, come racconta il Corriere della Sera, tra domenica e lunedì le autorità iraniane «hanno arrestato alcune persone del ramo cosiddetto riformista, quello a cui appartiene il presidente Masoud Pezeshkian, con l’accusa di aver tentato di “sovvertire l’ordine politico e sociale del paese” e di aver lavorato “a beneficio” di Israele e degli Stati Uniti». Dopo migliaia di morti tra i civili, con esecuzioni, torture e processi farsa, «gli uomini di Ali Khamenei girano l’obiettivo all’interno» e «ora è il regime al setaccio».
Su alcuni giornali si continua a parlare delle parole d’odio pronunciate dalla special rapporteur Francesca Albanese durante il forum di Al Jazeera. Albanese ha additato Israele come un nemico comune dell’umanità. «L’uscita fuori misura di Albanese ha provocato lo sdegno di molti politici europei e delle istituzioni ebraiche di mezzo mondo», spiega il Giornale. «Eppure, evidentemente, per questa Onu in mano a regimi non democratici, va bene così». Per il Riformista, «l’immunità di cui gode questa signora, dovuta alla copertura che ancora le è garantita dalle Nazioni Unite scandalosamente colpevoli nel lasciarla al suo posto, è anche meno grave di quella che le assicurano i mezzi di informazione e le realtà politico-parlamentari che ne celebrano la militanza». Il Foglio sottolinea come il concetto espresso da Albanese fosse caro già all’ayatollah Khomeini, che definì Israele in quel modo in un messaggio agli sciiti libanesi del giugno 1979. «Non ha senso condannare la violenza materiale, se assolviamo quella ideologica», scrive Davide Riccardo Romano sul Tempo. «Il punto non è difendere le battute inappropriate. È chiederci perché certi linguaggi come quelli di Francesca Albanese vengano normalizzati negli ambienti che dovrebbero essere custodi del rigore intellettuale, mentre l’indignazione si concentra sui comici».
«Dalle ong alle relatrici dell’Onu: i paladini dei diritti umani stanno divorando sé stessi», accusa in un altro articolo il Foglio. Al riguardo viene segnalato il pensiero di Hillel Neuer, il direttore della ong UN Watch, secondo il quale «ad Amnesty International sono stati dieci volte più rapidi nel condannare i licenziamenti di Jeff Bezos al Washington Post che a condannare le atrocità perpetrate dal regime islamico in Iran in tre settimane».
Il Tempo riporta le parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenuto lunedì pomeriggio all’evento milanese “Insieme contro l’antisemitismo” organizzato da Noi Moderati. Per La Russa, «sull’antisemitismo tanti devono fare un esame di coscienza, sicuramente la mia parte politica l’ha fatto riconoscendo la bestialità delle leggi razziali, non dico della Shoah, ma anche l’enormità delle leggi razziali, anche di quelle italiane, che si volevano all’acqua di rose ma che erano figlie dell’antisemitismo che il dopoguerra ci aveva illuso fosse debellato».
Oggi è il Giorno del ricordo. In un intervento su Domani, lo storico Daniele Susini sostiene che una certa postura e alcune iniziative stiano portando verso «una totale equiparazione tra Shoah e Foibe, già emersa durante il dibattito parlamentare che portò all’istituzione» di tale ricorrenza.