L’INCONTRO – Rav Michael Ascoli: «Cosa vuol dire essere sionisti oggi»
La speranza di un ritorno a Sion caratterizza la vita ebraica da sempre. Non è quindi «una invenzione di fine Ottocento» su impulso del moderno movimento sionista, ma un tizzone sempre acceso e con tante possibili posture, sfumature e complessità. Rabbino e ingegnere, romano di nascita ma residente a Haifa, Michael Ascoli conosce bene quella particolare declinazione che risponde al nome di “sionismo religioso”. Ne parlerà stasera alle 18.30, nel secondo incontro del ciclo di appuntamenti online “Sionismo. Idee, correnti e declinazioni di un progetto politico, identitario e spirituale” promosso dall’area Educazione e Cultura dell’Ucei.
«Il sionismo religioso non è un blocco unico e probabilmente non lo è mai stato», spiega Ascoli. «Esistono istanze diverse e i due partiti che dovrebbero rappresentarlo a livello politico sulla scena israeliana lo fanno solo parzialmente. C’è tutta una parte che rimane fuori, che non si riconosce nelle scelte adottate da tali forze. Ad esempio i sionisti religiosi umanisti, che si rapportano alla società con maggiore apertura». Ascoli cita come punto di riferimento di tale corrente rav Aharon Lichtenstein (1933-2015), autorevole rabbino nato a Parigi, cresciuto negli Usa ed emigrato in Israele nel 1971. Dove avrebbe guidato per lungo tempo la Yeshivat Har Etzion, formando migliaia di studenti all’etica del sionismo religioso. Nel suo intervento Ascoli partirà dalle radici storiche di questa visione, del dialogo e a volte dello scontro con il sionismo “laico” di impostazione non religiosa e del confronto con chi, nel mondo religioso, è stato e resta ostile all’idea di uno Stato ebraico. Come noto, c’è tra loro chi vive comunque in Israele e partecipa a suo modo alla vita della collettività.
«Ma vorrei parlare anche di cosa vuol dire oggi essere sionisti, a 78 anni dalla fondazione di Israele», prosegue Ascoli. «La maggior parte della popolazione ebraica d’Israele è ormai nata qui e tale fatto introduce dei cambiamenti non irrilevanti sul significato di sionismo al giorno d’oggi. Ha ancora senso parlare di sionismo e a cosa ci si riferisce quando lo si fa?».
a.s.