DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 11 febbraio 2026

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è oggi negli Stati Uniti per incontrare a Washington il presidente Usa, Donald Trump. Al centro del vertice, anticipato su richiesta di Gerusalemme, ci saranno soprattutto i negoziati sul nucleare iraniano e, in seconda battuta, la situazione a Gaza. Netanyahu punta a orientare la linea americana portando nuove informazioni sulle capacità missilistiche di Teheran, spiegano Stampa e Giornale, mentre Trump, intervistato dai media israeliani, si è detto fiducioso di poter raggiungere «un ottimo accordo con l’Iran. Niente nucleare, niente missili balistici». Il Giornale definisce il vertice Trump-Netanyahu «cruciale» e sottolinea come, in parallelo, proseguano i negoziati Usa-Iran «per evitare l’escalation». Dalla leadership iraniana, aggiunge il quotidiano, arrivano segnali solo parzialmente distensivi, mentre «immagini satellitari mostrano che tutti gli ingressi dei tunnel del sito nucleare di Isfahan sono stati sepolti», indizio di timori a Teheran per eventuali attacchi. Di preoccupazioni, questa volta degli israeliani, parla anche La Stampa, che, citando Ynet, scrive: «C’è il timore che i negoziati in Oman portino a un accordo non buono per noi israeliani. Non sono colloqui tra Witkoff, Kushner e gli iraniani. Ci sono di mezzo i turchi, il Qatar, i sauditi e gli egiziani. Ci sono molti attori regionali che influenzano Trump».

Motivo di scontro tra Netanyahu e Trump, riportano Foglio e Sole 24 Ore, potrebbe essere l’approvazione lunedì da parte del gabinetto di sicurezza di Gerusalemme di una serie di provvedimenti per estendere il controllo israeliano in Cisgiordania. Gli Stati Uniti, scrive il Foglio, «sono estremamente contrari agli ultimi tentativi di espansione e annessione della Cisgiordania. Netanyahu si siederà davanti a Trump e sa già che prima di parlare dovrà affrontare le lamentele».

Secondo ynet, ripreso dal Sole 24 Ore, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ricevette già nell’aprile 2018 i rapporti di intelligence dell’esercito che descrivevano in dettaglio i piani di Hamas per un attacco coordinato contro le basi militari israeliane e le comunità civili nel sud di Israele. Il piano era conosciuto con il nome «Muri di Gerico». Alle richieste di commento di ynet, Netanyahu non ha risposto, scrive il Sole, che si chiede: «Come è possibile che Netanyahu abbia ignorato o sottovalutato un rapporto così dettagliato su un piano di attacco contro Israele, nonostante le numerose sollecitazioni dell’intelligence?».

La repressione delle proteste in Iran ha causato, secondo Human Rights Activists News Agency, oltre 6.400 morti e più di 51.500 arresti, con migliaia di casi ancora da verificare. Il Foglio denuncia l’assenza di iniziative da parte del Gruppo di lavoro Onu sulle sparizioni forzate, guidato dall’italiana Gabriella Citroni. Il quotidiano racconta come quest’ultima abbia firmato di recente un appello, assieme alla relatrice Onu Francesca Albanese, contro l’introduzione della pena di morte ai terroristi in Israele, ma è rimasta in «silenzio sull’Iran».

Sul ddl antisemitismo, scrive il Corriere della Sera, il Pd ha presentato un emendamento comune per cancellare dal testo base, su cui sta lavorando il Senato, l’articolo che vieta le manifestazioni in cui potrebbero essere esposti simboli antisemiti. «Un modo per rimarcare il diritto a manifestare. Ogni corrente ha presentato comunque una serie di emendamenti propri», conclude il quotidiano. In merito ai ddl, Iuri Maria Prado sul Riformista chiarisce che «protestare contro i presunti crimini di Israele sarebbe possibilissimo anche dopo che quei disegni di legge venissero approvati».

Swahili e arabo sono le ultime lingue in cui, nel 2025, è stato tradotto Se questo è un uomo di Primo Levi. Ne parla la storica Anna Foa su La Stampa, sottolineando il valore simbolico e culturale della traduzione che può favorire dialogo e comprensione.

Libero contesta l’attivista egiziano Patrick Zaki, criticando la sua partecipazione a un evento a Milano per chiedere la liberazione del leader palestinese Marwan Barghouti, condannato a cinque ergastoli per terrorismo in Israele. Il quotidiano collega l’iniziativa all’impegno di Zaki nelle campagne pro-Palestina e alla possibile partecipazione alla nuova Flotilla diretta verso Gaza.

«Israele, parlamentari in gita: paga la lobby sionista di Elnet». È il titolo di un pezzo del Fatto Quotidiano che attacca un viaggio in Israele organizzato dall’European Leadership Network, a cui hanno partecipato alcuni parlamentari italiani e il direttore del Riformista Claudio Velardi.