DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 16 febbraio 2026

I quotidiani raccontano l’elezione della nuova presidente Ucei, Livia Ottolenghi. Sessantatré anni, romana, sposata e madre di tre figli, professoressa di Odontoiatria alla Sapienza e da sempre attiva nelle istituzioni ebraiche, ricordano tra gli altri Corriere della Sera, Repubblica e Libero. Da assessore alla Scuola e all’Educazione ha lavorato con esperti di pedagogia e formazione, interni ed esterni all’Ucei. Nell’augurarle buon lavoro, il presidente del Senato Ignazio La Russa – riporta il Corriere – ha parlato di «incarico di grande responsabilità». Repubblica cita il benvenuto del ministro della Cultura Alessandro Giuli – «siamo certi di una proficua collaborazione» – e l’impegno del ministro degli Esteri Antonio Tajani a «lavorare insieme contro l’antisemitismo». Congratulazioni anche dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e dalla vicepresidente dell’Europarlamento, Pina Picierno (Il Tempo).

«Raccolti oltre 5 miliardi di dollari». Il presidente Usa Donald Trump rivendica su Truth i primi risultati del Board of Peace, alla vigilia della riunione del 19 febbraio a Washington. Il Corriere della Sera spiega che l’organismo annuncerà impegni finanziari e l’invio di migliaia di uomini da impiegare a Gaza come forza internazionale di stabilizzazione e polizia locale. Trump torna a fare pressing su Hamas, chiedendo la «piena e immediata smilitarizzazione», mentre l’Indonesia sarebbe pronta a schierare fino a 8.000 soldati. Alla riunione di giovedì, per Israele sarà presente il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar.

Il governo italiano chiederà domani al Parlamento il via libera per partecipare al Board come osservatore. Lo riferisce il Corriere: Roma, ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, non può «restare fuori dalla ricostruzione di Gaza» e considera la presenza italiana «una conferma dell’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente», pur sapendo che l’Italia «non può entrare nel Board per i noti motivi di incompatibilità costituzionale». Le comunicazioni in Aula si concluderanno con un «voto di indirizzo politico». Mossa contestata dalle opposizioni.

Due soldate sono state aggredite a Bnei Brak, roccaforte haredi vicino a Tel Aviv. Il Corriere racconta che le militari, in visita a un commilitone, sono state inseguite da centinaia di uomini «ostili alla leva» e hanno dovuto nascondersi nei cassonetti prima dell’intervento della polizia: 22 gli arresti dopo ore di scontri. «Hanno passato una linea rossa», ha affermato il primo ministro Benjamin Netanyahu, parlando di «una minoranza di estremisti». Il primo ministro, spiega il Corriere, è stretto tra le pressioni dei partiti religiosi per confermare l’esenzione dalla leva agli studenti delle yeshiva e le richieste dei vertici militari di integrare i haredi nell’esercito.

È «scambio di accuse tra Israele e Autorità Palestinese» dopo l’approvazione di provvedimenti che rafforzano il controllo israeliano sulla Cisgiordania, riporta La Stampa. I palestinesi temono la «procedura di regolamentazione fondiaria» che consentirebbe di rivendicare terre prive di titoli formali: «molte aree verrebbero destinate al demanio, aprendo alla costruzione di colonie», sostiene il quotidiano torinese. Fino all’83% dell’Area C «potrebbe passare sotto la proprietà totale ebraica, privando la Palestina di quasi metà del suo territorio». Contro il controllo israeliano della Cisgiordania si è espressa l’amministrazione Trump.

«Morte al dittatore» e «Giù Khamenei». Il Giornale racconta le proteste notturne in Iran e i funerali trasformati in sfida al regime, a quaranta giorni dalla repressione di gennaio. Secondo l’ong Hrana i morti sarebbero oltre 36mila, con più di 53mila arresti. Alla vigilia dei nuovi negoziati Usa-Iran a Ginevra, il segretario di Stato americano Marco Rubio avverte che «nessuno è mai riuscito a concludere con successo un accordo con Teheran». Il regime degli ayatollah si dice pronto a «compromessi» sul nucleare in cambio della revoca delle sanzioni, ma il primo ministro israeliano Netanyahu chiede lo smantellamento completo delle infrastrutture. Secondo la Cbs, Trump sarebbe pronto a sostenere nuovi attacchi israeliani se i colloqui fallissero.

Un commesso dello store ufficiale di Milano Cortina 2026, Ali Mohamed Hassan, è stato licenziato dopo aver pronunciato «Palestina libera» davanti a tifosi israeliani. Il video, diffuso anche dall’ong StopAntisemitism, ha scatenato reazioni sui social. L’organizzazione dei Giochi ha spiegato che «non è appropriato che il personale esprima opinioni politiche personali durante il lavoro» (Corriere).

Dopo l’inchiesta della Procura di Genova sulla presunta rete di finanziamento a Hamas in Italia, «il fronte pro Pal annuncia una conferenza stampa a Roma», riporta il Giornale. Dal carcere di Terni, Mohamad Hannoun – ritenuto dagli inquirenti figura di riferimento del gruppo terroristico palestinese in Italia – ha inviato una lettera, in cui respinge le accuse e invita a «continuare le mobilitazioni in tutti i modi possibili». Il testo, racconta il Giornale, si chiude con lo slogan: «Palestina libera dal fiume fino al mare».

La Stampa intervista Hiam Abbass, «attrice palestinese con cittadinanza israeliana in concorso alla Berlinale con À voix basse di Leyla Bouzid». Nata a Nazareth, racconta di aver trovato nell’arte «uno spazio di libertà» che le ha permesso di sottrarsi ai percorsi tradizionali riservati alle donne e di costruire un’identità autonoma.

«Hamas ha potuto commettere quegli orrori grazie alla benevolenza occidentale». Lo scrive Gary Saul Morson sul Wall Street Journal, ripreso dal Foglio: a differenza dei totalitarismi del Novecento che occultavano i crimini, Hamas li ha rivendicati confidando nella giustificazione di parte delle élite culturali occidentali, denuncia Morson.

Su La Stampa, la storica Anna Foa scrive che sono sotto attacco i principi nati nel 1945 – pace, tutela della vita umana, riduzione delle disuguaglianze, centralità del diritto – e che «è necessario almeno ricordarli» per poter immaginare un futuro.