DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 17 febbraio 2026
Oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani riferirà in Parlamento sulla presenza dell’Italia come osservatrice nel Board of Peace per Gaza. Le opposizioni promettono battaglia. «Ricordo alla nostra opposizione che questo organismo è stato accettato come elemento del piano complessivo per la pace in Medio Oriente anche dal Consiglio di sicurezza Onu», dichiara al Corriere della Sera il ministro per gli Affari europei e la Coesione, Tommaso Foti. Per il governo italiano, aggiunge Foti, è «utile partecipare come osservatori». A Washington non ci sarà la Germania, neanche come osservatrice. Berlino, scrive il Corriere, «ritiene di non poter partecipare a un organismo speciale che vorrebbe sostituirsi all’Onu, che è inoltre lontano dall’impostazione iniziale di implementare la fase due del cessate il fuoco a Gaza». Parteciperà invece ai lavori Commissione europea. Anche in questo caso c’è chi protesta perché «l’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen non ha ricevuto alcun mandato in tal senso dei governi, alcuni dei quali non vedono affatto di buon occhio la presenza della commissaria Dubravka Suica alla prima riunione» (La Stampa). «Dire che il Board trumpiano demolisce le organizzazioni internazionali significa non vedere l’immobilismo dell’Onu», accusa il Giornale.
È in programma oggi un nuovo round di negoziati tra Usa e Iran. Per Repubblica, «Israele è il convitato di pietra nelle trattative con Teheran». Oltre alla questione dei missili, «Gerusalemme vorrebbe anche che Trump imponesse a Teheran l’abbandono del sostegno alle milizie e ai proxies regionali, quella rete di partiti, movimenti paramilitari e gruppi armati che la Repubblica islamica ha finanziato e supportato in tre decenni di penetrazione regionale, dal Libano allo Yemen».
Una delle produttrici israeliane della fiction Teheran, la 52enne Dana Eden, è stata trovata morta nella sua stanza d’albergo ad Atene. Le autorità elleniche «hanno subito chiarito che il caso viene trattato come suicidio e la casa di produzione ha smentito con fermezza qualsiasi ipotesi di matrice criminale o politica», informa Repubblica. «Eppure sui social hanno continuato a circolare speculazioni, complice la storia della serie prodotta da Eden: una spia israeliana sotto copertura a Teheran incaricata di sabotare il programma nucleare iraniano». La fortunata serie è stata bollata dal regime iraniano come una forma di «propaganda sionista».
Secondo Il Foglio, le prime reazioni all’elezione di Livia Ottolenghi alla guida dell’Ucei «hanno fotografato lo stato dei rapporti tra forze politiche e Comunità ebraiche: buoni con la maggioranza, proficui con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e con i riformisti del Pd, praticamente nulli con il Nazareno e con M5s e Avs». L’Osservatore Romano, citando Moked, ricorda l’impegno della neo presidente dell’Unione come promotrice delle Schede per conoscere l’ebraismo nelle scuole.
Il Riformista si sofferma sulle «nuove bufale per gettare fango sull’Idf». Per il Riformista, «la precisa scelta di tradurre ogni fatto che riguarda Israele in una narrazione scioccante – come “evaporare corpi” o “avvelenare la terra” – è solo una delle molte “armi non convenzionali” usate dalla propaganda anti-israeliana».
Il Riformista torna anche sulla richiesta di dimissioni formulata da più parti nei confronti di Francesca Albanese, accusata di usare il suo ruolo «per fare propaganda politica e per di più diffondere l’idea che ci può esser qualcosa di rivoluzionario nell’essere terroristi». Per questo, le sue dimissioni sono considerate «necessarie».