REGNO UNITO – Tifosi del Maccabi pericolosi? Una bufala generata dall’IA
Il divieto imposto ai tifosi del Maccabi Tel Aviv di assistere alla partita di Europa League contro l’Aston Villa, in programma il 6 novembre 2025 a Birmingham, era basato su informazioni «inaccurate e non verificate», in parte generate tramite strumenti di intelligenza artificiale. Lo denuncia un rapporto del Home Affairs Committee – la Commissione Affari Interni della Camera dei Comuni britannica – che parla di gravi carenze procedurali, critica duramente la condotta della West Midlands Police e definisce «maldestro e tardivo» l’intervento del governo britannico.
Secondo la Commissione, la polizia si è «affidata eccessivamente» a una narrativa che descriveva i tifosi israeliani come un rischio eccezionale per l’ordine pubblico. Parte delle informazioni utilizzate «si basavano su contenuti falsi generati dall’IA», offrendo «un’immagine fuorviante della violenza intorno alla partita con l’Ajax ad Amsterdam del 2024». Il riferimento è all’attacco subito nel 2024 da alcuni tifosi del Maccabi nella capitale olandese: un episodio inizialmente descritto dalle autorità come uno scontro provocato dagli stessi sostenitori israeliani, ma successivamente ricostruito come un’aggressione ai loro danni.
«È difficile capire come questa narrativa abbia preso piede», osserva il rapporto, ma «è chiaro che non è stata svolta nemmeno l’adeguata verifica di base sulle informazioni ricevute». Le valutazioni di rischio non sarebbero state adeguatamente documentate e, mentre si enfatizzava la presunta pericolosità dei tifosi del Maccabi, sarebbero state minimizzate le tensioni provenienti dal tifo locale.
Critico, nel report, anche il capitolo sui rapporti con il mondo ebraico: la polizia «non ha adottato misure adeguate per coinvolgere le comunità ebraiche», nonostante il confronto con altri gruppi locali, causando «un grave danno di fiducia». La presidente della Commissione, Karen Bradley, ha sottolineato che i tifosi del Maccabi «sono stati erroneamente descritti come insolitamente violenti», mentre la minaccia proveniente dal contesto locale e l’impatto sulla comunità ebraica di Birmingham sono stati sottovalutati.
Il Board of Deputies of British Jews ha accolto con favore il rapporto. «Invitiamo la polizia e i ministri a trarre insegnamento da questa vicenda», ha dichiarato il presidente Phil Rosenberg, chiedendo che in futuro decisioni simili non siano influenzate da «programmi politici ristretti o settari» e che si dia priorità alla ricostruzione della fiducia con la comunità ebraica.
Anche l’ambasciata israeliana a Londra ha parlato di «profonda violazione della fiducia» che «non deve ripetersi». Le dimissioni lo scorso gennaio dell’ex capo della polizia Craig Guildford, ritenute «giuste» dalla Commissione, chiudono formalmente la vicenda ma, osserva il Times of Israel, lasciano aperti interrogativi sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle decisioni pubbliche e sul rischio di distorsioni nelle valutazioni di sicurezza.