DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 27 febbraio 2026
Via libera in Commissione Affari Costituzionali del Senato al ddl contro l’antisemitismo, che approderà martedì in Aula. Il testo, spiegano i quotidiani, mantiene il riferimento alla definizione di antisemitismo dell’Ihra, ma elimina i punti più contestati a sinistra: niente divieto di manifestazioni e nessuna nuova norma penale, dopo lo stralcio dell’articolo che prevedeva lo stop ai cortei a rischio di slogan o simboli antisemiti (Corriere). La relatrice leghista Daisy Pirovano ha parlato di lavoro condiviso e di stop alle «speculazioni» sulla libertà di critica, sottolineando che le norme repressive «esistono già». Il provvedimento sarà sostenuto dal centrodestra, da Iv, Azione e dai riformisti del Pd. Proprio nel Partito democratico si profila una possibile spaccatura, sottolinea Libero. Al Foglio il senatore Pd Graziano Delrio annuncia che voterà a favore del ddl sull’antisemitismo, riconoscendo alla maggioranza «aperture vere» su sanzioni e manifestazioni e un’impostazione centrata su «educazione e informazione».
Nessun accordo tra Iran e Stati Uniti al terzo round di Ginevra, ma il negoziato sul nucleare prosegue con un nuovo incontro previsto lunedì a Vienna, nella sede dell’Aiea. Teheran respinge lo smantellamento totale del programma atomico, mentre Washington chiede garanzie più solide e mantiene sul tavolo l’opzione di un attacco; entrambe le parti, scrive Repubblica, parlano di colloqui «seri» e di «progressi», pur con distanze ancora ampie sui punti chiave.
Guido Olimpio sul Corriere descrive «la guerra di nervi dell’Armada Usa»: mentre si negozia a Ginevra, Washington ha dispiegato tra Mediterraneo e Golfo, portaerei, tanker e caccia avanzati, inclusi F-22 inviati anche nella base israeliana di Ovda, in una mossa definita «inedita». L’obiettivo resta «ambiguo», tra raid limitati e offensiva più ampia; pesano i timori che le scorte di munizioni consentano operazioni ad alta intensità per «solo 7-10 giorni», prima di dover essere rifornite, e che l’Iran «abbia studiato cercando di rimediare agli errori» del giugno 2025, mentre domina l’incertezza sulle «reali intenzioni di Trump». Fiamma Nirenstein sul Giornale definisce la trattativa a Ginevra «fatale e limacciosa»: nonostante il «tetro ottimismo» iraniano, le richieste Usa – «zero arricchimento per sempre» e stop a missili e proxy – renderebbero «sempre più vicino uno scontro frontale».
Il presidente israeliano Isaac Herzog è in visita ad Addis Abeba, dove ha incontrato il premier etiope Abiy Ahmed e il presidente Taye Atske Selassie. Il Sole 24 Ore spiega che Israele punta a «rinsaldare i rapporti» nel Corno d’Africa, area strategica tra Mar Rosso e Oceano Indiano. «Il nostro legame è forte e i nostri interessi comuni sono più forti di qualsiasi tentativo di minarli», ha affermato Herzog, arrivato ad Addis Abeba dopo il presidente turco Recep Erdogan. Per Gerusalemme è un modo per contrastare l’isolamento internazionale, afferma il Sole; per l’Etiopia, un tassello nella sua partita regionale, anche sul dossier Somaliland e sull’accesso al mare.
Per la prima volta il consolato Usa offrirà servizi a Efrat, insediamento israeliano in Cisgiordania: Washington parla di iniziativa tecnica, ma Anp e Onu denunciano una violazione del diritto internazionale, scrive Avvenire. La Stampa sostiene che la decisione americana segni un passo verso la normalizzazione dell’annessione israeliana dell’area, trattando «un territorio che la legge continua a considerare occupato come se fosse già sotto sovranità israeliana».
L’Onu non chiederà le dimissioni di Francesca Albanese: alla sessione del Consiglio per i diritti umani la Francia ha ritirato la richiesta di un passo indietro della relatrice per i territori palestinesi, limitandosi a un richiamo alla «moderazione», racconta il Giornale. La relatrice resta al suo posto nonostante le polemiche per la partecipazione a un forum con esponenti di Hamas, mentre la sua famiglia ha presentato un ricorso contro le sanzioni imposte dagli Stati Uniti.
Il governo Netanyahu ha deciso di chiudere a metà marzo Galei Tzahal, storica radio dell’esercito fondata nel 1950 e oggi seguita da 1,5 milioni di ascoltatori al giorno. «Per Bibi è un’istituzione anacronistica», riporta Libero, mentre opposizioni e giuristi denunciano un attacco alla libertà di stampa. Sulla chiusura potrebbe intervenire la Corte Suprema.
«Quattordicenne ucciso, il video che imbarazza Israele», titola il Corriere della Sera, riferendo dell’inchiesta della Bbc sulla morte di Jad Jadallah, 14 anni, colpito a novembre da soldati israeliani ad al-Far’a, in Cisgiordania, e, secondo l’inchiesta, rimasto a terra per oltre mezz’ora senza soccorsi. Secondo la versione israeliana il ragazzo avrebbe lanciato sassi contro una pattuglia, da lì lo scontro. Il caso, scrive il Corriere, riapre il dibattito sulle regole d’ingaggio e sulle indagini interne dell’esercito.
Nell’inchiesta della Procura di Genova sulla presunta rete di Hamas in Italia emerge il nome dell’imam torinese Mohamad Shahin, già destinatario di un provvedimento di espulsione poi sospeso. Il Giornale riferisce di intercettazioni in cui Shahin parlerebbe di somme di denaro con soggetti ritenuti legati alla struttura milanese dell’associazione Abspp, collegata secondo l’accusa al finanziamento di Hamas.
«Caro Ermal Meta, canta pure i Bibas se puoi», titola il Foglio, criticando le parole del cantante in gara a Sanremo, che ha denunciato un presunto silenzio su Gaza presentando “Stella stellina”, dedicata a una bambina palestinese uccisa durante la guerra. Per il quotidiano, il vero conformismo non è tacere su Gaza, ma aderire a una narrazione che indica solo Israele come aggressore, dimenticando il 7 ottobre, gli ostaggi e le vittime israeliane. Il «coraggio», conclude il Foglio, sarebbe riconoscere la natura di «guerra asimmetrica» contro Hamas, non trasformare il conflitto in «slogan pop» dall’Ariston.
La senatrice a vita Liliana Segre, sul Corriere 7, esprime solidarietà al piccolo Liam, un bambino ecuadoriano di 5 anni arrestato negli Stati Uniti insieme al padre migrante e detenuto in un centro per irregolari. «Il mio cuore è con il piccolo Liam», scrive Segre, ricordando quando lei e il padre furono respinti alla frontiera svizzera prima di Auschwitz. «Non possiamo tacere», aggiunge la senatrice, invocando un «cambio di paradigma» sull’immigrazione, da affrontare con umanità e non come minaccia.
L’Espresso presenta I taccuini di Norimberga (Neri Pozza), che raccoglie gli appunti dello psichiatra ebreo americano Leon Goldensohn, incaricato nel 1946 di visitare in carcere i gerarchi nazisti sotto processo. Dai colloqui, si legge, emerge il ritratto inquietante di uomini “normali”, non folli, confermando la tesi della “banalità del male” evocata poi da Hannah Arendt.
Esce per la prima volta in italiano Viaggi in America di Israel Joshua Singer (Giuntina), reportage scritti tra il 1932 e il 1941 per il quotidiano yiddish Forverts: un ritratto vivido di un’America multietnica, segnata da povertà, contrasti sociali e primi segnali di antisemitismo. Ne parlano Repubblica – con un’anticipazione – e Libero.