ISRAELE – Purim in stato di guerra, le indicazioni del rabbinato
Ascoltare la lettura della Meghillàt Estèr (il Rotolo di Ester) è uno dei precetti (mitzvot) di Purim, la “festa delle sorti” ambientata nella Persia di circa 2500 anni fa e che si celebra a partire dal tramonto di lunedì. C’è chi, nel mondo religioso ebraico, ha proposto un paragone tra la figura di Amman e quella dell’ayatollah Khamenei. Entrambi accecati dall’odio antiebraico, entrambi finiti male. Che fare però se Purim cade nel mezzo di una guerra, tra sirene d’allarme a ogni ora e corse ai rifugi?
I due rabbini capo d’Israele David Yosef e Kalman Ber, sefardita il primo, ashkenazita il secondo, in un documento congiunto sottolineano come l’assoluta priorità di fronte a ogni altra considerazione sia la salvaguardia della vita umana, perché la lettura della Megillah può essere sempre ripresa in un secondo momento, «ma una vita persa non può essere ripristinata». E quindi, «se la sirena suona» mentre la mitzvah è in corso, questa deve essere interrotta e tutti devono recarsi subito nella più vicina stanza di sicurezza. In ossequio a ciò la stampa israeliana riferisce che le sinagoghe di tutto il paese stanno coordinando letture “scaglionate” in gruppi più piccoli per garantire che tutti abbiano accesso a uno spazio protetto entro la finestra temporale richiesta di 90 secondi. Nel documento i due rabbini capo definiscono un «nostro assoluto dovere» attenersi alle indicazioni fornite dalle autorità israeliane e invitano «ad aumentare le nostre preghiere e suppliche davanti all’Onnipotente, affinché possiamo meritare in questi giorni di Purim una grande salvezza». L’invito di Yosef e Ber è anche quello di «raddoppiare dove possibile» il precetto del mishloach manot, l’invio di doni alimentari, «per rafforzare la condivisione tra tutte le parti della nazione affinché siano unite in un solo cuore». Secondo i rabbini capo d’Israele, «dovremmo garantire l’adempimento di questa mitzvah donando due porzioni a una persona e, per quanto possibile, estenderla».