REGNO UNITO – Al Victoria and Albert Museum una storia d’amore ebraica con l’arte
Il Victoria and Albert Museum di Londra è uno dei più importanti musei di arte e design al mondo. Ed è anche lo spazio in cui si dipana quella che il Jewish Chronicle (JC) descrive come «una storia d’amore ebraica» con il collezionismo d’arte, una storia sulla quale vale la pena soffermarsi per la ricchezza degli stimoli e per riflettere più in generale sul contributo ebraico al progresso culturale. Si tratta degli spazi rinnovati delle Gilbert Galleries, con oltre 1.200 capolavori in mostra fra manufatti in oro e argento, scatole d’oro, mosaici e micromosaici, un tempo appartenuti ai filantropi ebrei Rosalinde Gilbert (1913–1995) e a suo marito Arthur, nato Abraham Bernstein (1913–2001). Entrambi di origine polacca, provenivano da famiglie emigrate a Londra alla fine dell’Ottocento. I genitori di lei erano sarti, mentre il padre di lui gestiva una attività commerciale nel settore delle pellicce. Sarà proprio Arthur a donare la collezione alla Gran Bretagna nel 1996, un anno dopo la morte della moglie.
Chi erano i Gilbert, in quali valori credevano, in quale contesto sociale si muovevano: tutto quello che un tempo era appena abbozzato ha ora uno spazio più centrale nel racconto. «Mi sono resa conto che nella nostra galleria, a parte un pannello che affermava che i Gilbert erano figli di immigrati ebrei, non c’era alcun accenno alla loro identità o a chi fossero realmente, come collezionisti e come individui», ha raccontato al JC la curatrice delle gallerie Alice Minter. Partendo dalla storia dei Gilbert è stato inoltre possibile gettare uno sguardo più ampio sull’ebraismo d’Oltremanica e i suoi slanci filantropici perché molti mercanti e donatori che contribuirono alla fondazione del museo «provenivano dalla comunità anglo-ebraica, e questo è un aspetto che non era stato ancora sufficientemente approfondito». Nell’allestimento, tra molti oggetti non ebraici, numerosi dei quali italiani, è possibile trovare anche una coppia di puntali che ornano i rotoli della Torah (Rimmonim). Appartenevano a Philip Salomons, uno dei primi collezionisti ebrei di Judaica. Suo fratello David diventerà nel 1855 il primo sindaco ebreo di Londra.