ISRAELE – I coniugi Moshe uccisi da missile iraniano

I coniugi Yaron e Ilana Moshe hanno provato a raggiungere il rifugio all’interno del loro appartamento. Yaron si muoveva con il deambulatore e la moglie lo accompagnava passo dopo passo. La sirena risuonata all’alba, dopo l’ultimo attacco iraniano, non è stata sufficiente: il tempo si è fermato a pochi metri dal rifugio.
L’ordigno, una testata a grappolo progettata per disperdere submunizioni su un’area estesa, ha centrato l’edificio in cui vivevano a Ramat Gan, alle porte di Tel Aviv. Secondo le prime ricostruzioni, la coppia di settantenni si trovava a pochi passi dal mamad, la stanza sicura, quando è stata investita dall’esplosione.
«L’allerta è stata troppo breve», ha spiegato a Walla Ronit Sasson Bimblikh, che vive nello stesso stabile. «Poi un boato fortissimo. Abbiamo sentito le pareti tremare e pensato che fosse dentro casa. Probabilmente non hanno fatto in tempo a raggiungere il mamad».
Le munizioni a grappolo, vietate da diverse convenzioni internazionali, sono utilizzate per massimizzare i danni: una volta rilasciate, si frammentano in più cariche che, come nel caso di Ramat Gan, colpiscono vaste aree senza essere intercettati.
«Quando ho aperto la porta c’era solo fumo denso e odore di bruciato», ha raccontato un altro vicino dei Moshe, Chen Amir. «Nel loro appartamento si è aperto un buco nel soffitto, proprio al centro del soggiorno. Avevano una stanza protetta, ma non sono riusciti a raggiungerla». Nel palazzo e negli edifici vicini i segni dell’impatto sono ovunque: vetri infranti, crepe nei muri, porte divelte.
I soccorritori del Magen David Adom, arrivati sul posto pochi minuti dopo, hanno trovato i due coniugi senza vita tra le macerie. «Erano privi di sensi, senza polso e non respiravano», hanno riferito. «Non abbiamo potuto fare altro che constatarne il decesso».
Nello stesso attacco altre persone sono rimaste ferite in modo lieve, molti mentre cercavano di raggiungere i rifugi o a causa delle schegge. Le squadre di emergenza hanno operato in diversi punti del centro di Israele colpiti durante la notte.
L’Iran ha rivendicato i lanci, parlando di una risposta all’uccisione del capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, eliminato martedì a Teheran. Nelle stesse ore le difese israeliane hanno intercettato altri attacchi verso il centro e il sud del Paese, mentre l’aviazione militare ha continuato a colpire obiettivi in Iran e nella regione.