LA DOMANDA – Paolo Pozzi: Perché quando Israele le prende non conta?
Un attore semicomico commentava tragicamente, ad una radio ritenuta seria, che non è ammissibile che Israele provochi «mezzo milione di sfollati perché in Libano ci sono dei terroristi»; ed ancora «scateni una guerra per quei pochi missili che ha l’Iran». Sottovalutare, giocare al ribasso, ritrasmettere realtà viste con il binocolo al contrario quando il danno – definito sempre presunto – è a carico di Israele. Quando avviene il contrario, il binocolo si capovolge; tutto diventa strage, genocidio, ecocidio, crimine contro l’umanità. A ciò si aggiungono le sentenze della Albanese secondo cui Israele è il male dell’umanità, le stesse parole di quei malati mentali poi responsabili, fra il 1933 e il 1945, di 60 milioni di morti in guerra, 14 milioni di deportati, e dodici milioni di morti nei campi. La Albanese reagisce: «Non sono antisemita perché lo dite voi»; e noi le ripetiamo: «È vero! È sufficiente quello che dice da sola»!
La malafede di certe persone e certa stampa sta non tanto nella loro ignoranza, quanto nella loro attuale conoscenza dei fatti e nella loro precisa volontà di ignorare o sottovalutare. Costoro leggono come me, e come ognuno di voi, le roboanti minacce del clero pazzo iraniano, che dal 1979 dichiara come suo unico obiettivo esistenziale la distruzione di Israele. Sentono e leggono anche loro, le dichiarazioni e i progetti di Hamas e di Hezbollah per la liquidazione dello stato di Israele o l’attuale carta costituzionale palestinese: 33 articoli di odio antiebraico e anti-israeliano, con un’unica finalità: lo smantellamento dello Stato di Israele attraverso la lotta armata. E con questi si pretende che Israele venga ad un accordo? Dopo il 7 ottobre 2023 ? Cercate di essere tanto seri quanto noi non siamo suicidali, per favore!
Israele invece, ascolta, legge, vede, subisce: e crede veramente che l’Iran lo voglia cancellare dalla faccia della terra; crede veramente che Hamas e Hezbollah vogliano eliminare dieci milioni di persone, casa per casa, usando il 7 ottobre 2023 come «primo esempio». Israele ci crede; Israele reagisce; sia preventivamente sia reagendo. I missili balistici ed a grappolo lanciati da Teheran, esclusivamente su obiettivi civili, dimostrano che gli iraniani facevano sul serio.
Il 23 giugno 2025, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha confermato la presenza nelle loro mani di 400 kg di uranio arricchito al 60% Una centrale nucleare per la produzione di energia, lavora con uranio dal 3,7 al 5%; gli iraniani non progettavano di costruire 6,500 centrali nucleari per soddisfare le esigenze energetiche dell’intera umanità; il clero pazzo iraniano produceva uranio arricchito sufficiente per 230 kg al 90% e, quindi, per 10-12 bombe atomiche. Non serve essere particolarmente intelligenti per sommare 10-12 bombe atomiche ad un programma genocidario, proclamato unico programma politico ed obiettivo di vita negli ultimi 40 anni. Non serviva, a suo tempo, essere particolarmente intelligenti per indovinare a cosa servisse il campo di Dachau, aperto nel marzo 1933, 52 giorni dopo l’ascesa al potere di un pazzo antisemita; un pazzo ignorato sino al settembre 1939 e anzi premiato un anno prima con la Cecoslovacchia; esattamente come l’Europa ha premiato i tagliagole palestinesi riconoscendogli uno stato dopo il 7 ottobre 2023.
Il Parlamento libanese conta 13 parlamentari di Hezbollah e 15 di Amal (entrambi gruppi sciiti) ed uno islamico. Per correggere il comico giornalista: Israele non «provoca mezzo milione di sfollati perché in Libano ci sono dei terroristi»; Israele, in questa guerra contro l’Iran, è stato attaccato, senza ragione, da gruppi terroristi di un Paese terzo, il Libano, il cui Parlamento è composto al 23% da rappresentanti di gruppi terroristici, il cui programma politico istituzionale è la distruzione di Israele, che hanno, di nuovo senza ragione, attivamente partecipato al conflitto scatenato da Hamas il 7 ottobre 2023, causando lo sfollamento, nel nord di Israele, di oltre 130 mila persone, mai ricordate dal giornalista comico.
È falso ideologico affermare di non avere una posizione nei confronti di Israele dal 7 ottobre 2023 in avanti; esiste una ben chiara posizione polito-ideologica anti-israeliana, senza se e senza ma. Tutto quanto perpetrato da assassini tagliagole viene sminuito e derubricato dai più intellettuali; esaltato e magnificato dalla marmaglia pal e propal, per i quali lo sgozzamento di civili, donne e bambini, gli stupri di massa, sono considerati atti di resistenza; e questo già il 7 ottobre 2023 a metà mattina. La strage del Bataclan è un crimine islamista; il mitragliamento di 378 civili a sangue freddo ad un concerto in Israele è atto di liberazione. E a Marzabotto cosa è successo?
Paolo Pozzi