GIOVANI – Il progetto Nosei Or fa tappa a Napoli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo di una ragazza della Comunità di Genova sullo Shabbaton Nosei Or appena trascorso a Napoli:

“Nosei Or” è un progetto dell’Ufficio Giovani dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nato come “figlio” del percorso Firgun, ideato dall’assessore ai giovani Ucei Alex Zarfati e diretto da rav Roberto Della Rocca, Genny Di Consiglio e Stefano Fiano. Si propone di rafforzare il senso di appartenenza e la vita ebraica nelle diverse realtà italiane, con particolare attenzione alle comunità più piccole, creando connessioni, incontri e momenti di crescita condivisa.
Durante lo scorso weekend 42 giovani ebrei provenienti da numerose comunità e città italiane – Padova, Genova, Roma, Milano, Torino, Napoli, Ferrara, Livorno, Bari, Palermo, Mantova, Venezia e Brescia – hanno trascorso uno Shabbat assieme alla calorosa Comunità di Napoli. Si è trattato della seconda tappa del progetto “Nosei Or”, che già dal nome richiama l’idea di “portare luce”: un’iniziativa per generare connessione, presenza e vitalità ebraica anche nelle realtà più piccole. Fin dai primi momenti, l’atmosfera si è distinta per entusiasmo e partecipazione. I tre giorni si sono aperti con le presentazioni e con una sentita Kabbalat Shabbat, seguita da una cena comunitaria che ha riunito circa cinquanta persone attorno a tavole animate da canti e parole di Torah. Un ringraziamento particolare al rabbino Cesare Moscati, che con energia e calore ha arricchito lo Shabbat con riflessioni sulla Parashahmidrashim e insegnamenti capaci di coinvolgere tutti. Le attività proposte dall’insegnante Ruth Mussi, proveniente da Torino, si sono distinte per varietà di approcci e complementarità, alternando momenti dinamici a spazi di riflessione e offrendo occasioni di confronto autentico. Tra queste, un lavoro a gruppi ha invitato i partecipanti a individuare, da una lista di dieci, i tre elementi fondamentali per la vita e la continuità delle piccole Comunità. È emerso con chiarezza il valore di una sinagoga attiva, di percorsi educativi strutturati, come scuola e Talmud Torah, e dell’organizzazione di momenti comunitari come gli Shabbatonim.
La mattina di Shabbat è stata caratterizzata da una partecipazione viva e consapevole alla Tefillah, con diversi ragazzi coinvolti attivamente nella lettura della Torah e nella recita della preghiera, in un clima di forte condivisione. Nel corso del pomeriggio il gruppo ha ascoltato l’intervento di Ciro D’Avino, che ha ripercorso la storia della presenza ebraica a Napoli attraverso figure e momenti significativi, seguito dall’incontro con la scrittrice Miriam Rebhun che, presentando alcune sue opere, tra cui La dedica, ha condiviso racconti di identità, memoria e legami familiari capaci di risuonare profondamente nei partecipanti. Dopo l’Havdalà, la serata è proseguita con un momento di grande energia e partecipazione: canti e rikudè-am hanno coinvolto l’intero gruppo, seguiti da un’esperienza conviviale e collaborativa.
Successivamente, grazie all’organizzazione dell’Ugei, il gruppo si è spostato in un’altra sede per una serata musicale, rivelatasi un’occasione informale ma fondamentale per rafforzare i legami, favorire la conoscenza reciproca e consolidare lo spirito di gruppo. La domenica mattina ha concluso il weekend con una visita guidata della città, durante la quale i partecipanti hanno potuto scoprire Napoli attraverso uno sguardo attento anche alla sua storia ebraica, tra luoghi, racconti e memorie spesso poco conosciute. «Nosei Or nasce con l’idea di creare connessioni reali tra giovani provenienti da comunità diverse, dando continuità alla vita ebraica anche al di fuori dei grandi centri. Vedere crescere così tanto la partecipazione è il segno che c’era un bisogno concreto», ha commentato Matías Uriel Girotto, vicepresidente Ugei e ideatore del progetto insieme a Micol Campagnano. «Lavorare a questo Shabbaton con grande cura e attenzione ci ha permesso di costruire qualcosa di solido e partecipato. Il risultato più bello è stato vedere un gruppo così unito, attivo e coinvolto in ogni momento», ha aggiunto Samuel Habib, coordinatore del progetto. «A rendere speciale lo Shabbaton “Nosei Or” di Napoli non è stata solo la grande partecipazione, ma il coinvolgimento attivo di ciascuno: ogni ragazzo ha trovato il proprio ruolo, trasformando il progetto in un’esperienza condivisa e costruita insieme», ha sottolineato Genny Di Consiglio, coordinatrice dell’Ufficio Giovani Nazionale dell’Area Cultura e Formazione Ucei diretta da rav Roberto Della Rocca. Un ringraziamento speciale va a Lydia Schapirer, presidente della Comunità di Napoli, al rabbino capo Moscati, alla segretaria Claudia Campagnano, a Johara Zarfati, e a tutta la Comunità che, con grande calore, ha accolto i partecipanti, contribuendo alla realizzazione di questa preziosa occasione di incontro e simchà il cui successo fa già guardare con entusiasmo al prossimo appuntamento.

Tallulah Cavallero Ferguson