PESACH – Il teatro per imparare, a casa, a tavola

Leo Pearlman è uno dei due amministratori delegati della Fulwell Entertainment, società di produzione televisiva, cinematografica e di contenuti digitali fondata nel Regno Unito. In linea con il core business dell’azienda che guida insieme a Maverick Carter, Pearlman propone su The Jewish News di leggere Pesach come una forma di teatro educativo, forse «il più straordinario spettacolo didattico mai creato», costruito non per essere osservato ma per essere messo in scena da ogni famiglia, ogni anno, con un copione antico e insieme aperto. La Haggadah funziona come un testo teatrale: prevede una struttura, ruoli, oggetti di scena, domande, risposte, momenti di tensione narrativa e passaggi simbolici che guidano i partecipanti attraverso una storia che deve essere ricordata e vissuta. Il Seder non è una lezione frontale ma una rappresentazione partecipata in cui i bambini sono al centro, incoraggiati a fare domande, a intervenire, a interrompere la linearità del racconto. Gli elementi materiali – il cibo simbolico, il vino, le erbe amare, il pane azzimo – diventano strumenti pedagogici, oggetti che trasformano un racconto astratto in esperienza concreta. In questo senso, Pesach oltre a un contenuto – e cioè la storia dell’uscita dall’Egitto – trasmette un metodo educativo fondato sulla memoria attiva, sulla ripetizione e sull’identificazione personale con il racconto. La struttura stessa della serata è pensata per mantenere viva l’attenzione: si pongono domande prima che vengano date spiegazioni, si introducono gesti insoliti per suscitare curiosità, si costruisce un ritmo narrativo che alterna racconto, discussione e azione. Il risultato è una forma di educazione domestica che ha garantito per secoli la trasmissione dell’identità ebraica senza bisogno di istituzioni formali, affidando alla famiglia il compito di insegnare la storia e i valori attraverso una narrazione condivisa. L’idea centrale è che la memoria si conserva attraverso drammatizzazione, cioè attraverso un racconto che viene recitato, cantato, mangiato, discusso. Pesach diventa così un dispositivo culturale complesso che unisce rituale, pedagogia e narrazione, e che riesce a trasformare ogni partecipante in attore e testimone.