ISRAELE – Campana Comparini: Pizzaballa, comportamento irresponsabile
In Italia la solidarietà verso il cardinale Pierbattista Pizzaballa e il biasimo verso Israele è stato in genere trasversale, con parole spesso sopra le righe. Tra gli altri il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, ha espresso «sdegno» per una misura definita «grave e irragionevole». Ma quasi tutta la politica, dal governo all’opposizione, ha qualificato l’operato di Israele un’offesa alla cristianità e alla libertà di culto. Nel mondo cattolico una delle poche voci controcorrente è quella dell’intellettuale fiorentina Francesca Campana Comparini, ideatrice e organizzatrice del Festival delle Religioni per il quale ha ricevuto alcuni anni fa il Fiorino d’oro. Parlando con Pagine Ebraiche, Campana Comparini si dice molto colpita dall’iniziativa del cardinale e da come è stata dai più raccontata e commentata, un modo a suo dire fuorviante sin dalle premesse. «Non sei il parroco di un paesino dell’Islanda, ma il Patriarca di Gerusalemme. Sei a conoscenza delle misure cautelari che ci sono, a tutela di tutti, qualunque sia la loro fede e appartenenza. Quello di Pizzaballa è stato un comportamento irresponsabile, ma non certo una novità visto il suo pregresso», sottolinea. «Ho letto da qualche parte che un religioso dovrebbe essere lasciato libero di rischiare, ma si tratta di un concetto assurdo ed è doveroso che uno Stato proceda come ha fatto Israele». Campana Comparini spiega di non comprendere «questo modo populista di vivere la religione: vuoi fare una cerimonia privata, benissimo, ma falla da un’altra parte se c’è un divieto che ti è ben chiaro», ma d’altronde «l’altare può essere un bel palcoscenico e lo si è visto in tanti casi, in questi mesi, anche nella mia Firenze». Per la studiosa fiorentina, «la questione politica è stata ora superata nella misura in cui Pizzaballa ha abbassato i toni e Netanyahu aperto le porte del Santo Sepolcro, ma questa vicenda è comunque un sintomo della tensione esistente tra Israele e lo Stato della Chiesa: o il papa non controlla i cardinali o è d’accordo». Da qualche anno il festival non viene più organizzato: «Bene che si prosegua nella direzione della pace, bene che si approfondisca il dialogo. Ma su alcuni temi c’è un’ipocrisia molto forte e io l’ipocrisia non la sopporto. E allora preferisco farmi da parte».
a.s.