MEDIO ORIENTE – Pakistan mediatore, ma suo ministro augura a Israele «di bruciare all’inferno»

Il Pakistan vuole ritagliarsi un ruolo da mediatore nel conflitto in Medio Oriente. Ruolo che richiederebbe terzietà, misura, linguaggio diplomatico. E invece così scrive il 9 aprile sui social il ministro della Difesa pachistano, Khawaja Asif: «Israele è malvagio e una maledizione per l’umanità», aggiungendo di sperare che i suoi fondatori «brucino all’inferno». Il post è stato poi cancellato, ma il messaggio è rimasto online abbastanza da creare un caso internazionale.
Non è la prima uscita di questo tipo del ministro della Difesa: a gennaio Asif aveva definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu «il più grande criminale dell’umanità», auspicando che fosse «rapito» e consegnato a un tribunale. A marzo aveva aggiunto: «Il sionismo è una minaccia per l’umanità». Nel post di giovedì il ministro pachistano ha definito Israele «stato canceroso», creato sulla terra palestinese «per liberarsi degli ebrei europei», e accusato Gerusalemme di «genocidio». «I civili vengono uccisi prima a Gaza, poi in Iran e ora in Libano», scrive.
Alle parole di Asif ha replicato, tra gli altri, l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter: «Gli ayatollah gridavano “Morte a Israele”. Ora un cosiddetto “mediatore” usa lo stesso linguaggio. Israele è qui per restare». Sulla stessa linea l’ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee, che difende le operazioni israeliane e ricorda il 7 ottobre 2023, la minaccia di Hezbollah e il programma nucleare iraniano. «Volete la pace? Fermate l’Iran e i suoi proxy», sottolinea il diplomatico statunitense.
Mentre Islamabad si propone come mediatore, uno dei suoi ministri attacca non solo le azioni di Israele ma la sua stessa esistenza: una contraddizione, sottolinea il Jerusalem Post, che pesa sul ruolo del Pakistan proprio mentre ospita colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti.