DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 27 aprile 2026

L’attenzione dei quotidiani è rivolta in prima istanza all’attentato di Washington alla vita di Donald Trump. Sul fronte interno si parla invece ancora molto di 25 aprile e in particolare dell’oltraggio alla Brigata Ebraica, con il presidente della Comunità ebraica milanese Walker Meghnagi che accusa l’Anpi di aver «organizzato l’allontanamento della Brigata perché sin dall’inizio aveva detto “no agli ebrei al corteo”» e l’associazione dei partigiani che dal suo canto annuncia l’intenzione di andare per vie legali contro di lui. «Ho visto alcune persone piangere, altre tremare dalla paura. Immagini che non dimenticherò mai», racconta Meghnagi a Libero. «Soprattutto l’invito fatto alla Brigata a spostarsi in via Senato mi ha ricordato quando nei tempi più bui della storia agli ebrei si chiedeva di entrare in un ghetto e rimanervi».
Uscirà dall’Anpi?, chiede il Corriere della Sera all’avvocato Luciano Belli Paci, uno dei figli di Liliana Segre, iscritto all’associazione ed esponente di Sinistra per Israele. «Devo pensarci, vivo un profondo disagio: non so se ci sono le condizioni per restare. Non vorrei lasciare solo chi vuole un’Anpi diversa. Al contempo, quanto accaduto il 25 Aprile è il frutto di un lungo percorso di cui sono responsabili quelle che un tempo si sarebbero definite le organizzazioni di massa della sinistra, tra cui l’Anpi». «Avevo fatto appello ai miei di portare solo bandiere iraniane. Non è colpa mia se i seguaci dello Scià hanno portato quelle Usa e di Israele», dichiara a Repubblica il direttore del Museo della Brigata Ebraica, Davide Riccardo Romano. «Comunque, torneremo a dialogare con Anpi: vogliamo esserci ancora al 25 Aprile e sappiamo che non è stata l’associazione partigiani a organizzare la contestazione. Anzi, mi propongo per mediare fra loro e Meghnagi».

Per il Giornale, «l’antisemitismo di sinistra, quello che si maschera da antisionismo, che distingue tra “ebrei buoni” e “ebrei cattivi” a seconda di come la pensano su Gaza, ha smesso di essere un fenomeno di frange» e «ha contagiato la gente comune», trasformando una manifestazione per la Liberazione «in un luogo dove gli ebrei vengono identificati con il nemico da cacciare». Una questione che avrebbe «infettato pure la base, non solo i soliti estremisti col megafono». Le cronache dei giornali riferiscono anche dell’iniziativa di alcuni neofascisti e nostalgici «che, con tracotanza, ieri si sono radunati dal Lago di Como a Predappio per ricordare la morte di Benito Mussolini, sfoggiando camicie nere, simboli fascisti e saluti romani» (La Stampa). A Torino, invece, è stata sfregiata una targa partigiana.

Il Foglio riprende un intervento di Matti Friedman sul successo editoriale di quella che chiama Gazologia, apparso sulla Free Press. «È nato un nuovo genere letterario», scrive Friedman. «La guerra di Gaza si combatte a due ore da casa mia a Gerusalemme, da persone che conosco, e ha ucciso alcuni di loro. Leggendo le quarte di copertina di questi libri ho avuto l’impressione che il loro rapporto con Gaza reale fosse lo stesso dei romanzi di Dune con il programma spaziale Nasa».

Sulle pagine del Centro il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, interviene sul caso della via alpinistica intitolata “Dal fiume al mare: dedicata a tutti i palestinesi che lottano contro i sionisti” aperta sul paretone del Gran Sasso. “Quella via ferisce una parte della popolazione, e non solo quella di religione e cultura ebraica», sottolinea Marsilio. E se oggi non c’è abbastanza consapevolezza per capirlo, aggiunge, vuol dire che «c’è un enorme problema culturale».

In Israele la novità politica è l’annuncio dell’alleanza elettorale tra Naftali Bennett e Yair Lapid in vista del voto di ottobre. Il patto tra i due, scrive La Stampa, «nasce e si consolida sul banco di prova di una premiership alternata alla guida del “governo del cambiamento”, un esperimento durato in carica appena un anno e mezzo, dal giugno del 2021 al dicembre del 2022, ma capace di rompere il tabù di includere nella coalizione il partito Raam, la lista Araba Unita di orientamento islamista».