MOKED 2026 – Quattro giorni per studiare l’amore
“Torà, amore e fantasia” è il tema dell’edizione 2026 del Moked, l’incontro annuale promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che dal 30 aprile al 3 maggio riunisce circa 200 partecipanti tra studio, confronto e vita comunitaria. Per quattro giorni, Milano Marittima si trasforma in uno spazio di dialogo a cielo aperto, dove il mare fa da sfondo a un fitto calendario di attività culturali e formative.
Il filo conduttore dell’edizione intreccia tre dimensioni centrali: lo studio della Torà, l’amore come valore etico e relazionale e la fantasia come capacità di immaginare e rinnovare lo sguardo sul presente. Un’impostazione che si riflette in un programma per tutte le fasce d’età.

Ha aperto i lavori una riflessione sul significato dell’amore nella tradizione ebraica. Amore per il prossimo, amore erotico, relazione tra uomo e D-o: temi affrontati nel workshop di Ruth Mussi, psicologa e insegnante israeliana che vive in Italia. Nel suo intervento ha proposto un’analisi linguistica e concettuale di termini chiave della Bibbia e del Talmud – ahav (amare), yada (conoscere), chashak (desiderare), davak (aderire) – evidenziando come il linguaggio restituisca diverse sfumature del sentimento amoroso.
Spazio ai giovani nella serata di giovedì, con la tavola rotonda organizzata dall’UGEI e moderata dal neoeletto assessore ai giovani UCEI, Alex Zarfati. Al centro, il confronto tra generazioni: da un lato Daniele Nahum, consigliere comunale di Milano ed ex presidente UGEI (2007–2009), dall’altro Maia Piperno, attuale presidente e studentessa di Ingegneria biomedica, insieme a Ioel Roccas, vicepresidente dell’European Union of the Jewish Students.
Venerdì mattina il focus si è spostato sull’amore nell’era digitale. Lo psicoterapeuta Fabrizio Rocchetto e rav Ariel Di Porto hanno affrontato il tema dell’impatto delle tecnologie sulla vita affettiva, intrecciando prospettive psicologiche e spirituali. Al centro dell’incontro, il ruolo educativo di famiglia, scuola e comunità nel guidare le nuove generazioni.
Tra conferenze, laboratori e momenti di approfondimento, il Moked – termine che in ebraico significa “fuoco” (scintilla del pensiero) – si conferma uno spazio di incontro tra tradizione e contemporaneità. Accanto ai contenuti teorici, non mancano attività pratiche come le sessioni di krav magà, per affiancare alla riflessione una dimensione fisica e partecipativa.

Sotto la guida del rav Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento Educazione e Cultura dell’UCEI, e del suo staff, anche il Moked 2026 è stato un’occasione per rafforzare identità, conoscenza e senso di comunità. Un appuntamento capace di rinnovarsi mantenendo salde le proprie radici.
Lucilla Efrati