LA POLEMICA – Emanuele Calò: La flottilla viola il diritto internazionale

Secondo quanto riportato dal ministero degli Esteri israeliano, la Global Sumud Flotilla avrebbe tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana durante la sua navigazione verso Gaza. In quel periodo, la flottiglia ha anche intercettato e deviato navi cargo come la MSC Maya, sostenendo che trasportassero materiali bellici per Israele. In particolare, la notizia sul tentato blocco della nave israeliana ZIM Emeralda è sul Corriere della Sera del 1 maggio 2026, a p.10. Non sembrerebbe un dettaglio.
L’art. 67 del Manuale di Sanremo sul diritto internazionale applicabile nei conflitti armati sul mare, inoltre, consente di intercettare le navi che tentino di violare un blocco navale, a prescindere dal luogo in cui si trovino (San Remo Manual on International Law Applicable to Armed Conflicts at Sea 12 June 1994).
Ciò che sorprende di più, è la totale indifferenza nei riguardi della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu 2803/2025 che così dispone: «8. L’ingresso della distribuzione e degli aiuti nella Striscia di Gaza avverrà senza interferenze da parte delle due parti attraverso le Nazioni Unite e le sue agenzie, e la Mezzaluna Rossa, oltre ad altre istituzioni internazionali non associate in alcun modo a nessuna delle due parti. L’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni sarà soggetta allo stesso meccanismo attuato in base all’accordo del 19 gennaio 2025». Ne consegue che nessun aiuto può transitare attraverso altri mezzi, “Flottiglia” compresa.
La citata risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu  riveste natura cogente, contrariamente alle Risoluzioni dell’Assemblea Generale, ed è costruita attorno al piano in venti punti del presidente statunitense Donald Trump per la stabilizzazione di Gaza, imperniato sulla creazione di un Board of Peace, incaricato di supervisionare la governance e sul dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione (ISF), con il mandato di monitorare il cessate il fuoco, facilitare l’ingresso degli aiuti e contribuire alla sicurezza sul terreno. Non è nemmeno qui un dettaglio che sia stata approvata all’unanimità, con sole astensioni.
Questa risoluzione, che consente di risolvere per sempre il conflitto di Gaza, viene avversata per via dell’ostilità nei riguardi del presidente Usa Trump. Il livore nei suoi riguardi si considera molto più importante delle vite degli ebrei e degli islamici, degli israeliani e dei gazawi. A questo punto, poco ci vuole per desumere che a nessuno interessa Gaza, se non in quanto consenta di combattere gli odiatissimi israeliani che, guarda caso, sono per l’80% ebrei. L’antisemitismo è un’arma così potente – altro che bomba atomica – che l’umanità è capace di autodistruggersi, purché siano distrutti pure gli odiatissimi ebrei. Forse non è opportuno allevare generazioni di politologi, quando la sola categoria davvero indispensabile è quella degli psichiatri. 

Emanuele Calò