DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 15 maggio 2026
L’argomento dominante sui giornali, in tema di politica internazionale, è il vertice Xi-Trump a Pechino con i suoi risvolti anche mediorientali. La Cina è pronta ad allentare il proprio sostegno all’Iran? Il Corriere della Sera sottolinea come una fonte interna al regime degli ayatollah abbia chiarito che «non c’è allarme per la posizione cinese» e che «Pechino resta un partner affidabile». Dietro le quinte, però, emergerebbe anche qualche paura «perché le parole della Casa Bianca, secondo cui Cina e Stati Uniti sarebbero allineati sulla riapertura di Hormuz e sul no all’arma nucleare iraniana, fanno temere un cambio di rotta». Nel frattempo, come riporta La Stampa, «il conflitto in Iran, per ora congelato dalla tregua, sta facendo emergere tensioni e divisioni nel mondo arabo», con l’Arabia Saudita che avrebbe discusso l’idea di un patto di non aggressione tra gli Stati del Medio Oriente e l’Iran «nell’ambito dei colloqui con gli alleati su come gestire le tensioni regionali una volta terminata la guerra di Usa e Israele contro la Repubblica islamica». Riad, si legge, «starebbe valutando come possibile modello il Processo di Helsinki degli anni’70, che contribuì ad allentare le tensioni in Europa durante la Guerra Fredda, mentre la regione si prepara a un Iran postbellico indebolito ma ancora percepito come una minaccia».
La nazionale di calcio dell’Iran ha sciolto da giorni le riserve e parteciperà al prossimo mondiale di Canada, Messico e Usa. Come spiega il Corriere, la squadra è partita per un lungo ritiro ad Antalya in Turchia «accompagnata dai cori di migliaia di tifosi, che gridano “Morte all’America”, il nemico che quel Mondiale lo organizza». Molte, viene riferito, anche «le foto dell’ex Guida suprema Ali Khamenei, ucciso negli attacchi israelo-americani che hanno dato il via alla guerra».
In Italia da una parte si stringono accordi universitari con l’Iran e dall’altra si boicotta Israele, accusa il Foglio. In questo senso il nostro paese svetta in negativo «nel rapporto dell’Associazione dei rettori delle università israeliane» sul boicottaggio accademico contro lo Stato ebraico, con «un’impennata degli sforzi per espellere il paese dal prestigioso programma Horizon dell’Unione europea» e «un forte aumento degli episodi di esclusione che colpiscono istituzioni e docenti».
Si è aperta a Ramallah l’ottava Conferenza generale del partito Fatah. Repubblica racconta di quattro «standing ovation»: la prima per il premier spagnolo Sanchez, «che ha inviato un videomessaggio per ribadire il sostegno alla soluzione dei due Stati», la seconda e la terza «per i delegati collegati da Gaza e da Beirut», la quarta quando sul palco «è stato pronunciato il nome di Marwan Barghouti». A mandare i loro saluti «anche il governo cinese e il Partito democratico italiano».
Un giudice federale ha sospeso le sanzioni del governo Usa nei confronti di Francesca Albanese, la special rapporteur Onu per i territori palestinesi. «Questa è la lezione che lo Stato di diritto americano dà a Francesca Albanese e ai suoi compagni», chiosa il Giornale. «Ci sono poteri indipendenti, pesi e contrappesi, ci sono organismi, giurisdizionali e non solo, che tutelano i diritti delle persone, se serve. Anche in Israele, democrazia per quanto in guerra (suo malgrado) da 80 anni».
A bordo della nuova spedizione della Flotilla salpata dalla Turchia e diretta a Gaza c’è anche un parlamentare italiano: si tratta del pentastellato Dario Carotenuto, il quale ha annunciato di essere pronto a fare da scudo agli attivisti. Libero parla al riguardo di «tragicomico reality show», definendo l’iniziativa una «Circo-Flotilla».