OSTAGGI – I famigliari sperano in un accordo con Hamas

“Riportateli a casa tutti. Ora”. L’appello dalle piazze israeliane è lo stesso da 124 giorni. Decine di ostaggi sono stati rilasciati, ma ancora 136 persone sono in mano a Hamas. Almeno 31 fra queste non sarebbero più in vita. “Sono …

OSTAGGI – L’Europa ascolta gli appelli dei famigliari

Dalle strade di Tel Aviv ai palazzi presidenziali di Madrid e Lisbona. Le famiglie dei 136 ostaggi ancora in mano a Hamas proseguono senza sosta il loro impegno per chiedere la liberazione dei loro cari. Da quattro mesi fanno sentire …

7 OTTOBRE – Quando il trauma è anche quello del terapeuta

Barbara Rachel Cerminara è psicoterapeuta con orientamento junghiano. Ebrea, Barbara vive e lavora nel Regno Unito. La intervista il collega David Gerbi.
Come si evita di cadere nella disperazione dopo il 7 ottobre?
Io per prima mi trovo a dover lasciare diversi aspetti del mio essere fuori dalla “therapy room”. Devo anche premettere che ho perso mio nonno e la mia bisnonna ad Auschwitz: con l’arrivo delle notizie da Israele il trauma transgenerazionale si è riattivato e ho dovuto contenere una valanga di emozioni.

MILANO – I giovani insieme al Jewish Sport Contest

Stare insieme tra giovani dell’Italia ebraica nel segno dello sport e dei suoi valori. Questo il principio alla base del progetto Jewish Sport Contest, organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con le Comunità ebraiche di Roma e Milano …

TORINO – Addio a Daniele Segre, il regista degli ultimi

Occhi buoni e la malinconia dipinta sul volto di uomo gentile e mite. “Ma dietro quella apparente docilità, Daniele Segre nascondeva una determinazione e una forza straordinaria. Lo dimostra la sua carriera: un regista capace di scavare nelle aree meno …

ISRAELE – Governo annuncia piano rientro sfollati

L’appuntamento è per sabato alle 19.30 a Tel Aviv in quella che da tempo è stata rinominata la piazza degli ostaggi. Lo striscione da srotolare è già pronto. “120 giorni sottoterra senza aria: Gli ostaggi sono in pericolo di vita!”, …

MEMORIA – Baveno ricorda la razzia del 1943

Da oggi 14 pietre d’inciampo trovano posto a Baveno (VB). Qui, il 13 settembre del 1943, iniziò una della pagine più buie della Shoah italiana: l’eccidio del Lago Maggiore, in cui furono assassinate in diverse località della zona 57 persone. “Per loro non c’è giustizia perché tutti i nazisti coinvolti furono assolti. Noi però non dimentichiamo i nomi delle loro vittime”, afferma a Pagine Ebraiche Rossella Bottini Treves. Presidente della Comunità ebraica di Vercelli, Bottini Treves è la referente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per l’area. “Con Baveno abbiamo un rapporto molto stretto e l’apposizione delle pietre d’inciampo è un altro passo importante per la memoria collettiva”, sottolinea. Un pensiero condiviso da Milo Hasbani, vicepresidente Ucei, anche lui intervenuto alla cerimonia. “Questi sampietrini restituiscono un nome e un’identità alle persone a cui furono strappate durante la Shoah”.