Beni da salvare 8 – La sinagoga di Vercelli esempio tangibile dell’emancipazione

Ha affrontato in macchina la tormenta di neve per arrivare da casa sua, in provincia di Novara, a Vercelli l’instancabile presidente della comunità, Rossella Bottini Treves. Non voleva mancare all’appuntamento con Sorgente di Vita per raccontare la storia del restauro del tempio. Una storia che va avanti da molti anni, e che lei ha preso molto a cuore.
“Fino a qualche anno fa la sinagoga era in condizioni disastrose: i pochissimi ebrei di Vercelli non riuscivano più a mantenerla. Quasi abbandonata, le vetrate si erano rotte e l’acqua, il vento e i piccioni avevano causato danni gravissimi alle volte e alle decorazioni”. Presidente dal 2003 Rossella Bottini Treves non si è scoraggiata: ha cercato, e ottenuto, con il sostegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, vari finanziamenti e piano piano ha dato inizio ai restauri. L’obiettivo è quello di restituire la sinagoga alla città come sede di attività culturali per tutti.
Primo risultato è stato, nel 2004, il restauro delle vetrate, tornate allo splendore di un tempo grazie al contributo del Comune e di alcune fondazioni bancarie. Diventata più accogliente, da allora la sinagoga è meta di visita da parte dei ragazzi delle scuole, che vengono accolti da una giovane guida pronta a dare spiegazioni sulle tradizioni, sulle feste ebraiche e sulla storia della comunità e della sinagoga.
Inaugurato nel 1878 il tempio di Vercelli è un tipico esempio architettonico del periodo dell’emancipazione. L’idea iniziale fu di Marco Treves, architetto vercellese che lavorò a Parigi, progettò le sinagoghe di Pisa e di Firenze e fece parte della commissione che scelse il progetto per il tempio di Torino. I lavori furono realizzati però da Giuseppe Locarni che assecondò lo slancio di ottimismo degli ebrei di Vercelli che vollero un edificio grande, bello e molto visibile, già allora sovradimensionato per la comunità locale che a quell’epoca contava circa 600 anime: la sinagoga doveva essere un monumento tangibile di libertà e di progresso, per dimenticare l’epoca del ghetto. Solo trenta anni prima infatti, nel 1848, gli ebrei piemontesi avevano ottenuto l’uguaglianza dei diritti con le Regie Patenti del re Carlo Alberto. Prima, fin dal 1727 , erano stati costretti a vivere nei ghetti.
Il risultato fu un grandioso edificio in stile eclettico con richiami moreschi, illuminato da vetrate colorate e da un lucernario sulla cupola. Il matroneo corre sopra alle navate laterali: le volte sono decorate da un cielo di stelle sui toni dell’azzurro, ma la pittura è purtroppo molto deteriorata.
“In questa sinagoga “ spiega Rossella Bottini Treves “sono già stati fatti restauri importanti sulle strutture lignee, in particolare sui banchi e sull’aron ha-kodesh, l’armadio che contiene i rotoli della Legge”. Quest’ultimo è stato oggetto di un accurato lavoro di ripristino, grazie al sostegno di una fondazione bancaria. Pulite le parti lignee, lucidate le formelle che riproducono simboli ebraici e oggetti rituali, oggi se ne può apprezzare tutta la bellezza.
Un altro intervento di restauro nell’antica abitazione del rabbino, adiacente alla sinagoga, ha dato una sede appropriata all’archivio storico della comunità di Vercelli che conserva documenti risalenti al 1500. Grazie a un sostegno della regione Piemonte e a fondi provenienti dall’ 8 per mille dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, è stato avviato anche il riordino dell’archivio.
Oggetti di culto, lampade, rotoli della Legge sono oggi esposti in uno spazio didattico-museale realizzato recentemente grazie a una prima trance di 60 mila euro, finanziati con la legge 175. E’ un percorso a disposizione delle scolaresche che arrivano numerose durante la settimana e di tutti i cittadini che possono visitare la sinagoga la domenica pomeriggio. “C’è ancora bisogno di molto lavoro, perché la sinagoga è molto grande, è una delle cinque più grandi d’Italia” aggiunge la presidente, in attesa del rimborso di 190.000 euro, già spesi, che però tardano ad arrivare.
“I finanziamenti della 175” conclude Rossella Bottini Treves “dovrebbero consentirci di andare avanti con i lavori più importanti, la ristrutturazione del matroneo e l’impianto di illuminazione per poter utilizzare appieno la sinagoga come luogo di culto ma anche per permetterne la fruibilità per le scolaresche e per il pubblico che chiede di visitare i luoghi ebraici”.

Piera Di Segni

LA SCHEDA
Bene da salvare: Sinagoga di Vercelli
Proponente: Comunità Ebraica di Vercelli
Risorse necessarie: 700 mila euro
Importo finanziabile con L.175: 200 mila euro
Inizio dei lavori: 2007
Termine dei lavori: Non ancora terminati

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