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La Memoria della salvezza e il lavoro del CDEC

Il CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) è riuscito a determinare ad oggi la sorte di 8.886 ebrei salvatisi durante il periodo 1943-1945. L’obiettivo che ci si era posti 4 anni fa di trovare i nomi di tanti salvati quanti sono state le vittime della Shoah è stato, proprio in questi giorni, pienamente raggiuntoe superato. Con una ricerca di storia sociale di larghissimo respiro e con appositi finanziamenti di enti, di fondazioni bancarie e difondazioni private, uno staff di ricercatori ha effettuato 650 interviste a ultraottantenni in tutta Italia, ha selezionato 210 libri di memorie, ha sondato migliaia di documenti. Ha raccolto così una vasta documentazione sul fenomeno della salvezza dei circa 33mila ebrei ritrovatisi vivi in Italia nel 1945 dopo la bufera degli arresti e delle deportazioni. Si hanno ora i nomi di quei salvatiche si sono potuti ottenere a distanza di tanti anni, i loro dati anagrafici, il racconto della loro vicenda. Naturalmente, non si tratta di tutti i salvati, gli ottimi risultati raggiunti sono da considerare un campione dell’intero insieme. Ma, cosa molto importante: si hanno anche i nomi dei generosi non ebrei che, per impegno umanitario, sociale, religioso si sono prestati a soccorrerli. Chi ha aperto la propria casa, chi ha ricoverato in strutture ospedaliere, chi in istituti religiosi, chi ha accompagnatoalla frontiera settentrionale con la Svizzera, chi ha guidato al di là delle linee di guerra al Sud, chi ha prestato denaro, chi ha procurato documenti falsi. La ricerca, che può considerarsi la più avanzata su questo argomento in Europa, sarà pubblicata dall’editore Mursia nei prossimi anni. Avremo così, accanto a Il libro della Memoria, anche il libro Memoria della salvezza.

Liliana Picciotto, storica
Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea

(23 gennaio 2013)