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Qui Roma – Sefarad, incontro di culture

Kosher a roma Si è detto soddisfatto, soprattutto della reazione positiva del pubblico, Stefano Caviglia, giornalista e coordinatore del Festival Kosher ‘Sefarad a Roma’, in corso nella capitale fino a giovedì 30 aprile. L’Azienda Romana Mercati, Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma, rinnova l’appuntamento con il festival di cultura ebraica, incentrato in questa edizione sul mondo sefardita. Molti gli appuntamenti spalmati su dieci giorni, tra cui convegni, concerti, corsi di cucina, incontri, proiezioni di film e visite guidate, spaziando dai temi legati alla cucina a quelli più generali relativi alla storia e alla cultura. Questo pomeriggio in programma la proiezione del film di Pasquale Scimeca “Giosuè l’ebreo”, presso l’Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi, “un’occasione per vedere un film d’autore attualmente fuori dalla circolazione, che presenta una riflessione molto intensa e forte”, sottolinea Caviglia.
“Per questo Festival abbiamo scelto di bilanciare argomenti più impegnativi con altri più leggeri”, ha affermato Caviglia. “È una formula che ci sembra funzionare, pensiamo di aver dato vita a una manifestazione seria ma anche godibile, e per apprezzarla non bisogna essere specialisti in materia culturale, ma essere anche solo curiosi”, ha aggiunto.
Tra gli eventi già passati, grande successo hanno avuto i due incontri con lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua di domenica sera e lunedì mattina, svoltisi presso la Reale Accademia di Spagna e la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. “Ho trovato la riflessione portata da Yehoshua domenica molto bella, e inoltre il pubblico è rimasto affascinato dalla suggestiva cornice della Reale Accademia di Spagna”, ha osservato Caviglia.
Si è invece avuto modo di esplorare maggiormente la tematica del rapporto sefardita con il cibo durante l’incontro di martedì dal titolo “La cucina e le tradizioni popolari dell’ebraismo sefardita”, tra le altre cose grazie alla lettura di poesie sull’argomento da parte dalla cantante e attrice Evelina Meghnagi, che ha anche offerto un concerto nella serata di domenica. Insieme a lei hanno partecipato anche Hamos Guetta, la co-presidente della sezione romana dell’Adei Wizo Stefania Efrati, e il sofer Amedeo Spagnoletto.
“Il Festival nasce proprio dall’idea di parlare di cibo”, ha sottolineato Caviglia. “L’Azienda Romana Mercati – ha raccontato – aveva già un progetto sulla valorizzazione della cucina casher, e mi ha dunque chiesto di collaborare per inserirla nel contesto di un’iniziativa di carattere culturale”.
Spagnoletto è intervenuto anche nella giornata di lunedì, al convegno dal titolo “1942: la migrazione che cambiò la più antica Comunità della Diaspora”, insieme a Riccardo Calimani, storico, scrittore e presidente della Fondazione Meis (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah), Serena Di Nepi, professoressa di storia moderna all’Università La Sapienza di Roma, a Anna Esposito, professoressa di storia, antropologia e religioni sempre alla Sapienza.
Nella giornata di giovedì, Caviglia sottolinea invece la presenza in programma dell’incontro dal titolo “L’enigma dei Marrani”, sempre presso l’auditorium dell’ICBSA, a cui interverranno Miriam Silvera, storica e coordinatrice del Corso di laurea in Cultura ebraica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Marina Caffiero, autrice di molti libri tra cui il volume “Battesimi forzati. Storie di ebrei, cristiani e convertiti nella Roma dei papi”, e il rabbino capo della Comunità ebraica di Venezia Mino Bahbout, “che racconterà della sua precedente esperienza di rabbino capo della Comunità di Napoli, durante la quale si sono rivolte a lui molte persone appartenenti a famiglie sefardite che erano state forzatamente convertite, che ora generazioni dopo si riaffacciano sull’ebraismo”, ha descritto Caviglia .
Il Festival si chiuderà giovedì 30 aprile con un evento al Tempio di Adriano dal titolo “Il ritorno di Sefarad. Gli ebrei tripolini si raccontano”. “A due anni dal cinquantenario della presenza tripolina in Italia – conclude Caviglia – ci tenevamo a porre enfasi sulla storia degli ebrei tripolini e di come sono arrivati in Italia nel 1967 dando inizio a una presenza molto importante nella nostra Comunità”.

Francesca Matalon twitter @fmatalonmoked