Pace tra Gerusalemme e Ankara
Renzi in Israele contro il Bds

rassegnaAmpio spazio sui quotidiani italiani per l’accordo siglato a Roma tra Israele e Turchia. Un’intesa che, dopo sei anni di tensione, ha portato alla normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi, toccando diversi aspetti strategici: dalla costruzione di una pipeline che porterà il gas del giacimento israeliano Leviatano in Europa attraverso la Turchia, fino alla costruzione da parte dei turchi di un ospedale Gaza, di una nuova centrale elettrica e di un impianto di desalinizzazione dell’acqua (Sole 24 Ore, Corriere della Sera e Il Foglio tra gli altri). Un accordo, scrive Antonio Ferrari sul Corriere, che dimostra realismo mentre Albero Negri sul Sole 24 Ore sottolinea come l’accordo tra Gerusalemme e Ankara può portare a un nuovo equilibrio in Medio Oriente, anche rispetto al conflitto contro l’Isis in Siria. Più scettico l’analista israeliano Zvi Bar’el, intervistato dal Corriere, che però sottolinea come sia Israele sia Turchia siano impegnati – e per questo alleati – a contrastare l’espansionismo dell’Iran.

Renzi in Israele e l’impegno contro il Bds. Come anticipato ieri dal notiziario quotidiano Pagine Ebraiche 24, uno dei temi toccati durante l’incontro a Roma tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il Primo ministro italiano Matteo Renzi è stato la minaccia del movimento che vuole il boicottaggio d’Israele. “L’Italia e le sue istituzioni sono in prima fila nella lotta al Bds”, ha sottolineato Netanyahu, rispondendo a una domanda di Pagine Ebraiche, e spiegando che il movimento del boicottaggio non è una minaccia economica ma politica e culturale. Così Renzi, come riporta La Stampa, ha promesso che sarà in visita a Gerusalemme il prossimo dicembre e si farà accompagnare da una nutrita delegazione di rettori e professori italiani per spezzare l’isolamento accademico”.

Ofer Sachs, ambasciatore d’Israele in Italia. A confermare la nomina di Sachs, nome già uscito sui giornali, fonti israeliane a margine della visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Roma. Sachs è un imprenditore che ha già ricoperto incarichi diplomatici all’estero (Il Foglio).

Il museo della Padova ebraica. Elena Loewenthal su La Stampa racconta la storia della Comunità ebraica padovana, racchiusa in un museo interattivo. “Padova ebraica esiste ancora – scrive Loewenthal dopo aver ricordato la tragedia della Shoah- e di recente, grazie al presidente della comunità Davide Romanin Jacur, al rabbino Adolfo Locci e a una squadra di persone all’opera, Padova ebraica è anche un museo ‘interattivo’ dove la storia della comunità si disegna nei volti e nelle parabole di vita di personaggi del passato, perché ‘una generazione va e una generazione viene’ e così è la vita”. “A dispetto delle leggi razziali e di tutto quello che è stato appena settant’anni fa, – continua la giornalista – la storia di questa piccola comunità ebraica è straordinariamente emblematica nella coerenza con cui per secoli ha portato avanti il principio di una integrazione che non significava assimilazione ma incontro di identità: italiana, ebraica, culturale, politica”.

Milano, il caso Ismail e l’Islam moderato. In una lettera aperta indirizzata al Premier e segretario del Pd Matteo Renzi, Maryan Ismail, candidata al Consiglio comunale, annuncia il suo addio al partito e attacca i vertici del Pd milanese: “Hanno scelto di interloquire con la parte minoritaria ortodossa ed oscurantista dell’Islam e di sostenere con forza la candidatura dell’indipendente Sumaya Abdel Qader, sociologa mussulmana ortodossa, responsabile culturale del Caim che ora siede a pieno titolo in Consiglio comunale”. Come racconta il Corriere della Sera Milano, il segretario metropolitano Bussolati ha chiesto a Ismail di ripensarci mentre la citata Sumaya ha replicato che “Tutti i musulmani saranno coinvolti sulla nuova moschea, anche lei potrà dire la sua”. Intervista dal Quotidiano Nazionale, Ismail spiega perché nella sua lettera ha preso le distanze anche dagli enti islamici italiani Ucoii e Caim: “rappresentano un Islam in cui politica e religione sono profondamente intrecciate, lo stesso wahabismo della Fratellanza Islamica. Da musulmana non mi ritrovo in questa visione”, ha dichiarato.

Novant’anni di Mel Brooks. “È chiaro che io rido ‘con’ gli ebrei, cioè con la conoscenza che ho di me stesso”, così spiegava Mel Brooks, il celebre attore e regista figlio di ebrei russi immigrati negli Stati Uniti, a cui il Quotidiano Nazionale dedica un articolo per festeggiare i suoi novant’anni. “Secondo l’American Film Institute tre dei 100 film più divertenti in assoluto sono diretti da Mel Brooks, personalità primaria tra i due poli dell’umorismo ebraico, Jerry Lewis e Woody Allen, non-che artefice di un modello di cinema nel cinema, in swing di commedia parodistica, ai tempi pionieristico”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked