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A Bookcity con Pagine Ebraiche
Quando la Rete distorce la realtà chiediamo aiuto alla Storia

book_city_milano“Presto ci ritroveremo con una società di analfabeti sociali, zombie incapaci di provare empatia per nessuno, nemmeno per se stessi. Dove si impara nei social network l’autoregolamentazione, il controllo delle situazioni, la gestione del contatto umano?”. A metterci in guardia sui danni che i social network possono portare alla nostra società, il direttore della Clinica psichiatrica e del Centro per le neuroscienze e l’apprendimento dell’Università di Ulm Manfred Spitzer, autore del celebre libro La demenza digitale. Per Spitzer bisogna fare massima attenzione a come usiamo la tecnologia perché questa influisce sulla nostra capacità di apprendimento così come sui rapporti tra le persone. E il proliferare sui social network di espressioni di odio razziale e politico, offese, di comportamenti ossessivi, molestie, bullismo (l’Anti-Defamation League ha pubblicato un’indagine su questo tema legato all’ultima campagna delle presidenziali Usa) sono la dimostrazione che il fenomeno deve essere studiato a fondo e arginato. Un tema di assoluta attualità su cui si confronteranno, nella prestigiosa cornice del Festival Bookcity di Milano, domenica 20 novembre al mattino (ore 10.30), al Teatro Franco Parenti, il filosofo Giulio Giorello, il giurista Carlo Melzi D’Eril, il sociologo Giovanni Ziccardi, assieme alla giornalista della redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Ada Treves. L’incontro, dal titolo La Rete, l’odio online e il ritorno alla giungla, è uno dei tre eventi organizzati dal giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche all’interno di Bookcity (rassegna che prende il via oggi con l’incontro al Teatro Dal Verme con Elif Shafak, la scrittrice turca che ha fatto della libertà di parola una bandiera). Il secondo appuntamento organizzato dalla redazione UCEI (sempre domenica, alle 14.00 nella sala delle Colonne del Circolo Filologico di Milano) avrà invece come tema centrale la Storia, il suo studio e il ruolo che ha nella costruzione delle nostre società. A confrontarsi sulla questione, il direttore di Pagine Ebraiche Guido Vitale a colloquio con lo storico sociale delle idee David Bidussa e il nuovo direttore della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea Gadi Luzzatto Voghera. La riflessione graviterà attorno ai libri di due grandi pensatori moderni, il francese Serge Gruzinski e l’israeliano Yuval Harari: il primo autore di “Abbiamo ancora bisogno della Storia? Il senso del passato nel mondo globalizzato”, il secondo di “Homo Deus: A brief History of Tomorrow”.
Terzo atteso appuntamento, quello organizzato dalla redazione assieme al Touring Club Italiano, in cui lo storico Alberto Cavaglion, autore Verso la terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini,
Nel pomeriggio, infine, in collaborazione con il Touring Club Italiano, la redazione darà voce allo storico della letteratura Alberto Cavaglion, autore di “Verso la terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini”, che assieme allo studioso Bruno Pischedda e il giornalista Paolo Salom (Corriere della Sera), racconterà al pubblico il legame tra Gerusalemme e alcuni delle più importanti penne della letteratura italiana.
Nella fitta agenda di Bookcity, giunto quest’anno alla quinta edizione, spazio anche alla grande opera di traduzione del Talmud in italiano con la presentazione del progetto domenica pomeriggio, nella cornice della sinagoga milanese di via Guastalla. A intervenire i rabbini Alfonso Arbib e Roberto Della Rocca assieme a Massimo Giuliani, Alberto Melloni, Clelia Piperno, Davide Romano e Shulim Vogelman. “Tra lezioni, confronto e riflessioni – promettono i relatori – cercheremo di accompagnare il pubblico nella scoperta di questa straordinaria opera, di raccontare come si legge una pagina di Talmud, come cogliere la grande ricchezza celata tra le righe del testo, come individuare i significati universali che il Talmud propone a tutti i lettori”.

d.r.

(17 novembre 2016)