Terrorismo, sette nuovi arresti

rassegnaSette arresti sono stati effettuati ieri in Francia nel quadro delle operazioni anti-terrorismo. Cinque francesi, un afghano e un marocchino sono stati fermati con l’accusa di far parte di una cellula che stava preparando attacchi simultanei a Parigi e Marsiglia in occasione delle prossime festività natalizie.
“La minaccia terroristica in Francia non è mai stata così alta” ha detto in una conferenza stampa il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve. Come riporta tra gli altri il Messaggero, sei dei sette potenziali attentatori erano sconosciuti alle forze di sicurezza. Il settimo, un marocchino di 26 anni, aveva un regolare permesso di soggiorno in Portogallo dal 2014. L’età degli altri arrestati va dai 29 ai 36 anni. Le indagini erano scattate otto mesi fa, dopo il rientro di cinque del gruppo dalla Siria.

Riportare in Nordafrica i profughi salvati nel Mediterraneo piuttosto che condurli in Italia, vietare il velo integrale e difendere la ‘Leitkultur’ (la cultura guida tedesca) come elemento “unificante” della società. Sono alcune delle richieste contenute in una mozione approvata ieri dai vertici della Cdu che racchiude i principi cardine su cui i cristiano-democratici costruiranno la campagna elettorale per assicurare un quarto mandato ad Angela Merkel nel 2017. Ad anticiparne i principali temi è La Stampa, che ha visionato in anteprima il documento. Chi rifiuterà di integrarsi, si legge nella mozione, “dovrà fare i conti con sanzioni che vanno fino a tagli alle prestazioni sociali e all’espulsione”. Il partito della cancelliera si schiera inoltre contro “l’abuso dell’Islam, per l’odio, la violenza, il terrorismo e l’oppressione”. Tra gli obiettivi che ci si pone, la chiusura delle moschee in cui si predica la violenza e l’espulsione dei “predicatori d’odio”.

Sempre La Stampa, riflette su come potrebbe riposizionarsi in politica estera la Francia in caso di vittoria dell’ex primo ministro Fillon alle presidenziali del prossimo anno. In particolare nei rapporti con la Russia di Vladimir Putin, molto vicino al grande favorito nello schieramento di centrodestra. “Che sia amicizia o meno – viene spiegato – FilIon non perde occasione per difendere Putin e un ritorno della Francia a una politica filo-russa”. Una collaborazione ritenuta strategica nella lotta all’integralismo islamico ma anche perché, si legge, “un asse Parigi-Mosca (meglio se passa da Berlino) servirebbe alla Francia per sdoganarsi una volta per tutte dagli Stati Uniti”.

“Perché Trump, che ha alleati con posizioni razziste e antisemite, piace a Israele?”. Questa la domanda che il Corriere pone a Micheal Barone, politologo dell’American Enterprise Institute e commentatore della rete televisiva Fox. “Netanyahu – sostiene Barone – è contento di avere un interlocutore che non gli chiederà di fare altre concessioni alla Palestina. Gli piace anche il Trump che cercherà di ridurre l’influenza dell’Iran, mentre Obama l’ha aumentata”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(22 novembre 2016)