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Iran-Israele, tensione altissima

rassegnaL’abbattimento di un caccia di Gerusalemme sui cieli siriani, poi precipitato nei pressi del villaggio israeliano di Harduf (uno dei piloti è in ospedale, in gravi condizioni) apre scenari di grandissima tensione tra Israele e Iran. “L’Iran ha effettuato questo tentativo di attacco. Ha violato la nostra sovranità facendo infiltrare un suo drone nello spazio aereo israeliano dalla Siria. La nostra politica è chiara: Israele si difenderà contro ogni aggressione ed ogni tentativo di violare la sua sovranità” ha affermato il premier Benjamin Netanyahu, dopo aver parlato con il presidente russo Vladimir Putin.
Scrive al riguardo La Stampa: “La più intensa battaglia aerea dai tempi della guerra del Libano del 1982 segna un ulteriore punto di svolta nel conflitto in Siria, dove duellano Israele e Iran ma anche America e Russia”. Per Repubblica, l’invincibilità, la supremazia aerea di Israele sui cieli di Siria e Libano “è terminata ieri dopo 30 anni”. Hezbollah dice che è “l’inizio di una nuova fase strategica” e, per Repubblica, non ha torto. Non solo perché ieri per la prima volta dall’82 è stato colpito un aereo israeliano, “ma perché questo evento tattico è frutto di uno sviluppo strategico poderoso: ormai Israele ha direttamente ai suoi confini un nemico molto potente, l’Iran”. Teheran e Gerusalemme: uno scontro che “soltanto Putin ha il potere di fermare” sottolinea il Corriere.

L’Espresso torna sull’argomento dei “diari segreti” dell’ex leader palestinese Yasser Arafat, cui aveva dedicato la scorsa settimana la copertina. “I diari che il leader dell’Olp Yasser Arafat ha lasciato in eredità alla storia, i cui primi stralci sono stati pubblicati in esclusiva mondiale sull’ultimo numero dell’Espresso – si legge – ci mostrano il volto di un comandante temuto da molti ma innamorato del suo popolo”. Il settimanale riferisce che nel frattempo un nipote di Arafat è andato su tutte le furie e l’Anp ha aperto una inchiesta.

Macchiata da rivoltanti cori pro-foibe la manifestazione che si è svolta ieri a Macerata in risposta al raid anti-immigrati del neonazista Luca Traini. Riflette lo storico Guido Crainz, su Repubblica (la sua riflessione è pubblicata sulla prima pagina del quotidiano, sotto il titolo ‘Quei cori sulle foibe offendono tutti noi’): “Non dobbiamo solo vergognarci e indignarci per gli orrendi cori sulle foibe intonati a Macerata, sia pure da un piccolo gruppo. Dobbiamo riflettere sulla nostra più generale incapacità di superare una devastante contrapposizione ideologica che offende le vittime e deforma la storia. Se l’avessimo fatto quei cori non sarebbero stati possibili”.

“E davvero spiacevole che nel 2018 si senta parlare ancora di ‘razza’ ma credo a quanto ha dichiarato Fontana: il suo è stato uno scivolone del quale si è scusato. Anche una parte della comunità ebraica milanese ha dichiarato di conoscere Fontana e di non ritenerlo certo un razzista”. È quanto afferma l’antropologa Marian Ismail, somala e musulmana, un passato nel Pd e oggi in corsa in una lista civica a sostegno dell’esponente leghista, in una intervista al Giorno.

Poche settimane ancora e compirà 108 anni. Gillo Dorfles è oggi protagonista di una grande intervista sul Corriere in cui il critico d’arte di origine triestina racconta tra gli altri l’incontro giovanile con Umberto Saba e Italo Svevo, il dialogo con un sopravvissuto ai lager nazisti e il passaggio di un gruppo di volontari della Brigata ebraica nell’Italia appena liberata. “La stella di David gialla su fondo biancoazzurro ostentata con baldanza” ricorda Dorfles.

In edicola “Se non ora, quando?”, la terza delle 16 opere di Primo Levi in distribuzione con il Corriere. Auschwitz, uno spettro che può tornare. È questo, per Donatella Di Cesare, “il monito eterno” del grande scrittore e Testimone.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(11 febbraio 2018)