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Anna, l’ultima provocazione

rassegnaSuscita indignazione la tesi difensiva di sei dei 14 ragazzini imputati per le caricature antisemite con Anna Frank giallorossa, che senza vergogna hanno sostenuto di averla scambiata per “la figlia di Fantozzi”. Una mossa che, si legge in una opinione di Angelo Carotenuto su Repubblica, fa sembrare dei dilettanti in un colpo solo l’Azzeccagarbugli di Manzoni e il Bartolo di Mozart. “Resterebbe da spiegare – si ironizza, con amarezza – perché sugli adesivi di Mariangela Fantozzi ci fosse allora scritto: romanista ebreo”.

Al Memoriale della Shoah di Milano inaugurata ieri la mostra sull’Aliyah Bet, dedicata ai viaggi che dall’Italia portarono migliaia di ebrei sulle coste dell’allora Palestina mandataria (il nascente Stato di Israele). Un fiume di storie, si legge sulla Stampa, “che si è lasciata alle spalle una scia di fotografie, lettere e cartoline” ora esposte nel capoluogo lombardo. “Questo Memoriale – dichiara il presidente Roberto Jarach – ricorda un luogo nel quale il martirio cominciava, i sorrisi degli ebrei stipati sulle navi salpate dall’Italia concludono in qualche modo quella pagina di storia”.

Sulle pagine romane dei quotidiani viene segnalata l’intenzione di ripristinare un corteo condiviso per il 25 aprile, festa della Liberazione. “Anpi e Comunità ebraica di Roma, dopo anni di polemiche e divisioni, hanno scelto la strada del dialogo” scrive tra gli altri il Messaggero. Fanno comunque discutere le aperture del presidente della sezione locale dell’Anpi, Fabrizio De Sanctis, alla presenza di realtà palestinesi e filo-palestinesi al corteo.

Il dorso fiorentino di Repubblica parla della tavola rotonda convocata ieri all’Accademia della Crusca per riflettere attorno al termine “razza” e alla sua presenza nella Costituzione. Ad intervenire, assieme a linguisti, antropologi e costituzionalisti di fama, anche la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni.

Apertura del rabbino capo di Bologna rav Alberto Sermoneta alla proposta di un’ora di studio dedicata alle religioni nelle scuole, già sperimentata in un istituto locale. Interpellato dal dorso bolognese del Corriere, il rav parla di “progetto necessario”. Anche se, aggiunge, è fondamentale che ad essere coinvolte siano persone preparate.

Fa parlare il video del soldato israeliano che colpisce un palestinese al confine tra Stato ebraico e Gaza, diventato virale nelle scorse ore. Repubblica, tra gli altri, lo definisce ‘il video della vergogna’. “Esultare per un palestinese colpito come se fosse un videogioco – si legge – crea non pochi imbarazzi ad Israele e rischia di offrire un’immagine macabra dell’attuale conflitto”.

Alcuni quotidiani segnalano (in breve) la rottura dei rapporti tra laburisti israeliani e laburisti inglesi. L’accusa rivolta a Jeremy Corbyn è di non fare abbastanza contro l’antisemitismo e di essere pervaso da odio anti-israeliano.

Su Avvenire una recensione di Massimo Giuliani al saggio L’ultimo discorso di Mosè, di Micah Goodman, appena pubblicato da Giuntina. “Una nuova riflessione – si legge – sull’eredità religiosa e politica del condottiero ebreo, custodita dalla tradizione talmudica e filosofica”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(11 aprile 2018)