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Nucleare, pressing iraniano

rassegnaG7 e anti-G7. Come quello in corso nel Nord della Cina dove, come spiega La Stampa, il presidente iraniano Rohani ha chiesto alla Russia più incontri per fronteggiare l’uscita (definita “illegale”) degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare. Sul tavolo c’era anche la situazione in Siria, dove – si legge – l’alleanza russo-iraniana comincia a scricchiolare. Mosca vorrebbe infatti ridimensionare la presenza delle milizie sciite, “per mantenere il rapporto strategico con Israele”, e ha già ottenuto il loro ritiro dalla zona a ridosso del Golan.

Duro attacco al nuovo governo, sul tema dell’immigrazione, da parte di Roberto Saviano. “La pacchia – scrive sull’Espresso – arriva in un attimo. La pacchia è un proiettile. Soumayla Sacko è morto così. Aveva un regolare permesso di soggiorno. Non oso immaginare quale sarà la pacchia (minacciata) per chi il permesso non ce l’ha. Quello che so con certezza e che non vi daremo tregua e vi faremo rimpiangere il giorno in cui per egoismo, interesse e cattiveria avete deciso, perché lo avete deciso, di diventare razzisti”.

È scomparsa all’età di 95 anni la Testimone della Shoah Gena Turgel, che a Bergen-Belsen accudì Anna Frank poco prima della morte e che è stata conosciuta anche come “La sposa di Belsen” per il matrimonio contratto con un soldato inglese che liberò il campo. “Il suo abito da sposa, realizzato con un paracadute dell’esercito britannico, è ora esposto all’Imperial War Museum di Londra” riporta tra gli altri Avvenire.

Festeggia invece 80 anni Superman, il supereroe “che ogni americano sogna di essere” (La Stampa). Una figura, viene spiegato, in cui molteplici sono i riferimenti e gli spunti ebraici. Come più in generale nel mondo dei comic books. “È un dato di fatto – si legge – che gli ebrei americani hanno creato gli albi a fumetti”.

In anteprima a Bologna venti minuti inediti de Il caso Rosentopf, film muto del 1918 in cui Ernst Lubitsch indossa per la penultima volta i fortunati panni di Sally, “declinazione tardo guglielmina dell’ebreo arrivista, maldestro ma sveglio, ingegnoso nella ricerca del massimo profitto con il minimo sforzo come nell’esercizio del dongiovannismo” (domenicale del Sole 24 Ore).

“Uno dei vantaggi del lavorare sulla filosofia è che non serve la tecnologia. Per costruire un concetto servono solo una penna e un foglio di carta. Il ruolo di un filosofo oggi è lo stesso di sempre. Fare buone domande, confutare le cattive risposte, smontare i pregiudizi”. È quanto afferma Bernard-Henri Lévy in un colloquio con Alain Elkann su La Stampa.

“Basta eventi antisemiti all’Università di Torino”. A chiederlo è una mozione della Lega, che sarà condivisa in Consiglio comunale. A riferirne è il dorso locale della Stampa.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(10 giugno 2018)