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Qui Trieste – Il festival Ullmann
“Musica proibita, musica ritrovata”

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Secondo appuntamento della quinta edizione del Festival Viktor Ullmann, rassegna triestina dedicata alla musica concentrazionaria, degenerata e dell’esilio che si intreccia in questi giorni con la dodicesima edizione del Festival “Erev/Laila, Tracce verso Gerusalemme” in collaborazione con la Comunità ebraica, il Museo ebraico e la Regione Friuli-Venezia Giulia.
Organizzato dall’Associazione Musica Libera, con direzione artistica di Davide Casali, dopo l’esordio in sinagoga il Festival (unico nel suo genere in Europa) propone per domani nella terrazza del Museo ebraico un concerto di musica proibita sotto il nazifascismo (ad essere proposti autori come Nathan, Joachim, Brahms, Mahler, Martinu, Milhaud, Sonnenfeld e Muczinsky)
L’appuntamento è, alle 20.30, con “Verboten!” e con protagonista il Gruppo Ferramonti formato da giovani musicisti allievi o recentemente laureati del Conservatorio di Milano, coordinati da Simonetta Heger, docente responsabile dello Spazio della Memoria Musicale.
Il Gruppo Ferramonti presenta così lo spettacolo: “Su due cartelli che durante il periodo nazista erano obbligatoriamente appesi nei locali pubblici tedeschi, a firma Reichskulturkammer – Camera per la cultura del Reich, si leggeva: ‘Verbot das Nigger Jazz’ – proibito il Jazz dei Negri e ‘Swing tandem verboten’ – è proibito ballare lo Swing. Questi cartelli erano però solo la punta dell’iceberg della proibizione e della demonizzazione della cultura estranea all’ideologia nazionalsocialista, che rendeva oggetto di odio e vilipendio qualsiasi manifestazione artistica non conforme ai rigidi dettami della dittatura hitleriana”.

(25 giugno 2018)