Iran, una minaccia reale
L’Iran potrebbe colpire all’estero? È la domanda che si pone Guido Olimpio, grande esperto di terrorismo internazionale e intelligence del Corriere.
Un misterioso attentato sventato a Parigi, arresti, assassini senza colpevoli in Medio Oriente. Tutti eventi riguardo ai quali, scrive, “si sospetta la mano degli ayatollah”. Nell’articolo viene segnalato che lo Shin Bet avrebbe messo in allarme l’ex premier israeliano Ehud Barak su un possibile attacco all’estero. Stessa cosa per Ehud Olmert, che però viene definito “meno attento del suo collega” visto che si reca in Paesi “non troppo sicuri”.
“Abbassare i toni sulla giustizia e sui migranti”. Questa la richiesta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al ministro dell’Interno Matteo Salvini, incontrato ieri al Quirinale.
Scrive Repubblica a proposito del secondo punto: “Chiudere i porti anche alle navi militari della missione Sophia, sogna l’uomo del Viminale. L’inquilino del Colle però annota che è proprio l’Italia che ha il comando e il coordinamento di queste operazioni. Se usciamo, è il senso, quel controllo sul Mediterraneo lo perdiamo”.
“Un pool di magistrati dedicato e un’indicazione precisa: trattare come ‘prioritari’ tutti i procedimenti che riguardano discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale e religioso”. Così il Messaggero a proposito delle direttive del procuratore capo di Torino, Armando Spataro, per un più “efficace contrasto” di tali reati.
Da Torino arriva anche la notizia, segnalata tra gli altri da La Stampa, che il Consiglio comunale ha votato a favore di una mozione di solidarietà alla popolazione di Gaza in cui Israele è definito “paese occupante” e in cui si chiede al governo italiano e all’Unione Europea di sospendere la fornitura di armi e attrezzature militari, “come già più volte richiesto dall’organizzazione umanitaria Amnesty International”.
In una intervista con Repubblica Bari alla vigilia di un suo concerto ad Alberobello, la cantante israeliana Noa (che a fine agosto riceverà al Quirinale l’onorificenza di cavaliere della Repubblica italiana) dice: “A volte, amo l’Italia ancor più del mio Israele. Specialmente quando le cose vanno male a casa”.
Riprende in Germania la pubblicazione dei Quaderni neri di Martin Heidegger, con il volume 98 delle opere complete curato da Peter Trawny. A parlarne è Donatella Di Cesare sul Corriere. Il volume include le annotazioni stese tra il 1948 e il 1951, compreso il primo incontro dalla fine della guerra con Hannah Arendt.
In prossimità dell’80esimo anniversario della pubblicazione del Manifesto della Razza, il quotidiano della CEI Avvenire parla in una pagina dedicata del contesto in cui maturarono i provvedimenti discriminatori. Sgradevole però l’utilizzo dell’aggettivo “giudaiche” per definire le origini di Margherita Sarfatti. “Il Duce era personalmente nemico degli ebrei?” si chiede il saggista Roberto Festorazzi. “La lunga e pacifica coabitazione, nei primi anni del regime, tra fascisti e comunità israelitica nazionale – prosegue – nonché la circostanza, tutt’altro che priva di significato anche politico, che il dittatore fu per anni succubo della sua amante e consigliera Margherita Sarfatti, di origini giudaiche, ha indotto taluni a ritenere che le leggi introdotte nel 1938 fossero più dettate da esigenze di realpolitik, che non ispirate a intimi convincimenti personali”. In realtà, si legge ancora, “Mussolini condivideva gli stereotipi, largamente circolanti in tutte le società occidentali dell’epoca, sulla pericolosità degli ebrei, in quanto tali, e il suo animo era ricoperto da una fitta vernice di pregiudizio razziale, in senso lato”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(10 luglio 2018)