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Il presidio a Piazza Montecitorio
“Diritti, un impegno comune”

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“Quello che sentiamo sulla nostra pelle è una violenza psicologica e fisica. Non c’è un rom in Italia che oggi non si preoccupa per la propria sicurezza”.
Così l’attrice Dijana Pavlovic, tra le voci del presidio convocato ieri da diverse associazioni in piazza Montecitorio a Roma nell’anniversario dello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau: 2.897 le donne, gli uomini e i bambini rom e sinti che il 2 agosto del ’44 furono uccisi nel lager nazista. L’occasione, in un momento di grave tensione sociale, per lanciare un messaggio a istituzioni e società civile: guai ad abbassare la guardia.
Lo ha sottolineato anche la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, in un messaggio inviato agli organizzatori e di cui è stata data lettura nel corso della manifestazione. “Assieme – le sue parole – i nostri padri e nonni hanno visto l’inferno sulla terra della Polonia e subito ogni inimmaginabile follia. Assieme noi oggi difendiamo il diritto di esistere, custodire e tramandare le nostre culture. Assieme oggi esprimiamo preoccupazione per quanto avviene e che dobbiamo ricondurre a quanto avveniva nei lunghi anni di guerra ed eccidio la cui alba furono discriminazione e singoli gesti, anche solo apparentemente lievi. Assieme oggi desideriamo rigore per la legalità, infondere curiosità per la cultura e naturalizzare la convivenza tra chi desidera contribuire allo sviluppo del nostro paese”.

(3 agosto 2018)