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Oltre 150 missili contro Israele,
Hamas riaccende le violenze

rassegnaOltre 150 razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza contro Israele nel corso delle ultime ore. Migliaia le persone nel Sud del Paese costrette a scappare nei rifugi nel mezzo della notte; undici gli israeliani feriti dai razzi. Una donna a Sderot, riportano i media locali, è stata ricoverata in gravi condizioni. Alla nuova escalation di violenza guidata dal movimento terroristico di Hamas ha risposto l’esercito israeliano, colpendo oltre 140 obiettivi militari nella Striscia di Gaza. “L’attacco è stato condotto in risposta ai razzi lanciati da Gaza contro Israele durante tutta la notte. – ha spiegato il portavoce dell’esercito – Siamo determinati a garantire la sicurezza degli israeliani, siamo in allerta e preparati per diversi scenari. Hamas è responsabile e si farà carico delle conseguenze di quanto sta accadendo”. Un alto funzionario dell’esercito ha dichiarato ai media che Israele sta considerando di evacuare città e insediamenti a quattro chilometri dal confine con Gaza e avviare una nuova operazione su larga scala per rispondere alle violenze di Hamas.

L’annuncio shock sul treno lombardo. Molta attenzione sui quotidiani italiani per quanto accaduto su un treno di Trenord in Lombardia, dove una capotreno ha deciso di usare gli altoparlanti a bordo per invitare i passeggeri a “non dare monete ai molestatori. “E agli zingari: scendere alla prossima stazione, avete rotto”. La frase è stata subito denunciata da diversi passeggeri – uno di loro è stato intervistato oggi dal Corriere – e l’episodio è diventato oggetto di polemica politica (Corriere). “A volte c’è qualcuno che insiste di più per farsi dare dei soldi — spiega un passeggero a Repubblica Milano – o che sale senza biglietto e non vuole scendere né pagare. Capisco che sia difficile gestirli. Bisognerebbe aumentare i controlli, invece di spaventare i passeggeri con annunci così rabbiosi”.

I migranti italiani. “Non dimentichiamo che Marcinelle è una tragedia dell’immigrazione, soprattutto ora che tanti vengono in Europa. Non sottostimiamo la difficoltà di gestire un tale fenomeno, ma non dimentichiamo che i nostri padri e nonni erano migranti”, queste parole del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in ricordo della stage di Marcinelle – località belga dove l’8 agosto 1956 morirono in una miniera 262 persone di cui 136 italiani – sono riuscite a far scatenare le polemiche. Diversi esponenti della Lega, tra cui il ministro Salvini, hanno attaccato il capo della Farnesina (La Stampa). “Un tiro al bersaglio contro il capo della diplomazia tricolore, – scrive Repubblica – colpevole solo di aver ripercorso un pezzo di storia. Di aver voluto ricordare lo sciagurato accordo col Belgio sul carbone in cambio di 60mila minatori (risolto dopo la tragedia) che ‘rappresenta prima di tutto la memoria del nostro Paese, di tante persone che lasciavano l’Italia per andare a trovare un lavoro fuori’, aveva scandito Moavero”.

Ridefinire lo status dei rifugiati palestinesi. Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump e suo consigliere con il mandato di risolvere il conflitto arabo-israeliano, starebbe pensando – riporta la Stampa – “di toccare uno dei tabù più radicati del Medio Oriente: lo status di rifugiati assegnato dall’Onu ai discendenti dei palestinesi che lasciarono le loro terre a seguito del conflitto del 1948-1949 che portò alla nascita di Israele”. “Quando infatti fu creata l’Unrwa, l’Agenzia dell’Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi, – spiega il quotidiano torinese – a essere intitolati a usufruire dei suoi servizi erano i rifugiati del 1948-49. Negli anni successivi, su pressione dei Paesi arabi, l’Onu incluse in tale definizione anche i loro discendenti. È l’unico caso simile nella storia dell’assistenza ai rifugiati da parte delle Nazioni Unite: oggi il numero dei palestinesi che gode di tale status è di circa 5,8 milioni”. E gli Stati Uniti vorrebbero modificare questa situazione.

Partito neofascista a giudizio nel mantovano. Nove persone sono a processo nel mantovano con l’accusa di aver violato la legge Scelba che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista. Gli accusati fanno parte dei Fasci italiani del lavoro, movimento di estrema destra attivo nell’area di Mantova (Fatto Quotidiano).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked