“Una strada per Settimio Calò”
Nel 2010 il sindaco Gianni Alemanno annunciò l’intenzione di dedicare una via di Roma a Settimio Calò, che nel rastrellamento del 16 ottobre del ’43 perse nove figli, la moglie e un nipotino. Sul Corriere, in occasione degli 80 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziste, si invita Virginia Raggi a riconsiderare questa iniziativa e a darle finalmente attuazione. Scrive il Corriere: “Dopo la sparata del ministro giallo-verde Lorenzo Fontana per ‘abrogare la legge Mancino’ (tweet di Salvini: ‘Sono d’accordo’); dopo la decisione del consiglio comunale grillino, stoppata in extremis, di dedicare una via a Giorgio Almirante, redattore capo de La difesa della razza dove scriveva che ‘il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti’; dopo l’appello di Liliana Segre a ‘salvare dall’oblio’ tutti quelli che ‘a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento’; ecco, dopo tutto questo la sindaca di Roma ha un dovere. Dare un segnale”.
Ex guardia nel campo nazista di Trawniki in Polonia, il 95enne Jakiw Palij è stato espulso dagli Stati Uniti e trasferito in Germania. In una intervista con Avvenire il direttore del Centro Wiesenthal, Efraim Zuroff, commenta: “Ritengo che nel mondo siano centinaia i sospetti criminali nazisti a piede libero. Tutti sui novant’anni, certo, ma perseguibili. Non sappiamo, però, se potranno mai essere trovati e sottoposti a processo”. E questo perché, dice Zuroff, “molti Paesi non collaborano per nulla”. Le principali difficoltà, sottolinea, “nei Paesi baltici e dell’Est Europa”.
La Festa islamica del Sacrificio riporta d’attualità il tema della macellazione rituale. “Da anni ormai, sin dalla preghiera del venerdì, scoraggiamo i fedeli dal fai-da-te e li indirizziamo dal macellaio, che un paio di giorni prima dell’Eid raccoglie gli ordini dei clienti in base a cui dissanguerà gli animali negli appositi spazi rituali riservati dalle autorità a noi e agli ebrei in quasi tutti i macelli d’Italia” dice il direttore del centro islamico di Saluzzo a La Stampa. Nel dorso torinese del quotidiano la pratica è definita in questi termini: “Un po’ come l’agnello di Pasqua per i cristiani, con una procedura più cruenta, simile a quella ebraica, che consiste nello sgozzamento dell’animale e nella morte per dissanguamento, senza stordimento. Una pratica vietata dalla normativa europea, ma derogata da quella degli Stati”.
La scelta del Salone del libro di Torino di invitare l’Iran quale ospite d’onore per il 2020 continua a far discutere. Sul Foglio viene segnalato che nel 2013, in occasione della Festa del libro di Teheran, tra gli stand si potevano trovare “grandi classici dell’antisemitismo, come i Protocolli degli anziani savi di Sion”.
Su La Stampa, in un articolo che tratta delle plurisecolari radici ebraiche della Puglia, si parla di come a Oria (grazie a un testo dell’undicesimo secolo) si tramandi ancora la leggenda di un progenitore locale del Golem. “Era un ragazzo morto a Oria, magicamente restituito a un simulacro di esistenza: un cadavere ambulante che a un certo punto si stufò della monotonia della sua vita-non vita. Gli venne in soccorso Aharon, un giovane di Baghdad condannato dal padre a un periodo di esilio”.
Sull’Osservatore Romano Anna Foa recensisce 1947 della scrittrice e giornalista svedese Elizabeth Asbrink, figlia di un ebreo ungherese sopravvissuto allo sterminio di gran parte della sua famiglia. L’autrice individua nell’anno 1947, analizzato mese per mese, “l’origine del nostro mondo di oggi”.
Boom di richieste per il Grana Padano casher prodotto da una latteria del mantovano. “Quest’anno abbiamo già lavorato tre settimane e altre due sono programmate e dovremmo arrivare a 4 mila forme, il 7% della nostra produzione” spiega a ItaliaOggi il presidente della cooperativa.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(22 agosto 2018)