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Il giorno di Bolsonaro

rass stampaIeri è stato il giorno dell’insediamento del nuovo presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Una giornata che, nell’analisi di molti, conferma una svolta significativa in corso sia su temi di politica interna che esterna. Ad interessare sono in particolare i legami con Stati Uniti e Israele. “L’avvento di un nazionalpopulista di estrema destra a Brasilia – scrive al riguardo Repubblica, con toni allarmati – ha già conseguenze mondiali, con due annunci simbolici che sottolineano l’allineamento su Washington: anche Bolsonaro sposterà la sua ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme; anche lui vuole abbandonare gli accordi di Parigi sul cambiamento climatico”.
In Israele intanto opposizione al governo in frantumi, dopo la decisione del leader laburista Avi Gabbay di rompere l’Unione sionista, movimento che aveva in lui e in Tzipi Livni i principali esponenti. Sottolinea La Stampa, ricordando l’imminente appuntamento elettorale: “L’opposizione va in pezzi e Benjamin Netanyahu vede sempre più vicina la possibilità di una vittoria alle elezioni del 9 aprile, e di un quinto mandato da primo ministro che ne farebbe uno dei politici più longevi della storia di Israele”. Per il momento, aggiunge il quotidiano torinese, il Premier israeliano si gode il periodo favorevole. “Il viaggio in Brasile per l’insediamento del presidente Bolsonaro – si legge – si è trasformato in una sorta di luna di miele. L’asse con il leader brasiliano, che ha promesso di spostare l’ambasciata a Gerusalemme come già Donald Trump, ha rafforzato il premier”.

In evidenza l’appello del direttore degli Uffizi Eike Schmidt, che per il 2019 si è augurato la restituzione di un celebre quadro del pittore olandese Jan van Huysum trafugato dai nazisti e mai restituito. “Il fatto che io sia tedesco e alla guida del primo museo italiano – dice Schmidt in una intervista con Repubblica – è la migliore garanzia e dimostrazione che questa richiesta non è motivata da ragioni nazionalistiche o campanilistiche”.

Il Corriere Fiorentino ospita un intervento del rabbino capo Amedeo Spagnoletto, che contesta un’affermazione dello storico Franco Cardini che aveva definito l’elemosina un fatto marginale per l’ebraismo. “Per l’ebraismo aiutare il prossimo è un pilastro della propria fede e della propria esistenza. Un fondamento – scrive il rav – che si allarga includendo non solo il sentimento di amore e di pietà verso chi è meno fortunato ma il senso di rettitudine stesso”. La riflessione si conclude con queste parole: “Di marginale, purtroppo, rimangono invece le parole pesanti come macigni in un panorama che avrebbe bisogno di prudenza e cautela di fronte ai minacciosi venti di intolleranza e radicalismo”.

Il Corriere, nell’inserto Buone Notizie, parla dell’Holy Family Hospital di Nazareth “aperto e gratuito per tutti, ebrei, musulmani e cristiani” e racconta l’impegno in questo ambito di Elena Fazzini, già funzionaria delle Nazioni Unite.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(2 gennaio 2019)