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…vergogna

L’urlo di Donatella Di Cesare sulla vergogna colpisce al cuore il sistema. Ha ragione Donatella: ci vuole un bel coraggio per non vergognarsi tutti di ciò che stiamo vivendo con tanta rassegnazione. Abbiamo imparato in questi ultimi anni che la ragion di stato, non solo prevale sull’interesse pubblico, ma, stranamente, coincide perfettamente con l’interesse privato di chi ci governa. Parlare di principi morali non solo è superfluo, ma provoca imbarazzo: ci si sente fuori luogo e fuori moda. La legge (valida per tutti noi, ma non proprio per tutti) è messa in discussione, la magistratura che la applica viene volgarmente screditata giorno dopo giorno, e solo su certi specifici argomenti. Alcuni pretendono di essere più uguali degli altri, come i maiali di Orwell. Quanti decenni ci vorranno perché la nostra società riacquisti il senso del giusto, il senso dell’onesto, il senso del dovere, il senso del rispetto delle regole? C’è forse qualcuno che crede ancora, oggi, che questa democrazia garantisca una giustizia uguale per tutti e non sia già, invece, un inizio di regime? In altri tempi siamo stati zitti, pensando che ci saremmo salvati, e siamo stati i primi a pagare. Ma quando viene meno il rispetto per le regole viene messa in discussione la sicurezza di tutti. Nessuno si salva.

Dario Calimani, anglista