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discendenza…

“La tua discendenza sarà come la polvere della terra, e ti diffonderai…” (Genesi 28:14). Le stelle del cielo, la sabbia del mare e la polvere della terra, sono le espressioni che il Signore ha usato per definire il “futuro” popolo d’Israele. Se analizziamo queste espressioni da un punto di vista puramente numerico, sembrano assolutamente delle “guzmot”, delle esagerazioni, perché è noto che il numero del popolo ebraico, oggi dopo seimila anni, non sia così numeroso e non lo è mai stato in effetti. Ma se invece volessimo considerare questo punto di vista numerico, cosa vuol dire allora “e ti diffonderai”? Quando un popolo è così numeroso non ha bisogno di diffondersi, è già ben diffuso. Allora, forse, per capire il messaggio del versetto, dobbiamo cambiare il piano del ragionamento. La terra è da sempre considerata la base della vita fisica del mondo in cui viviamo. Tutto germoglia da essa e tutto si ricerca in essa. Il popolo d’Israele è come “la polvere della terra”, dunque, non dal punto di vista numerico e fisico, ma da quello spirituale e del pensiero, che è stato l’humus da cui sono germogliate le culture occidentali. Voglia il Signore, che queste culture riconoscano “veramente” questo merito ad Israele e lo aiutino ad uscire, in pace e sicurezza, da questo tragico momento. Un Israele in pace e sicurezza, sarà certamente garanzia per la pace, per la sicurezza, e perché no, per lo sviluppo anche di coloro che da sempre ne vogliono la totale distruzione. Yehi shalom bechelenu weshalwà beIsrael…

Adolfo Locci, rabbino capo di Padova