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Nugae – Mosaici e colpi di fulmine

Qualcuno ci va solo per vedere la Gioconda, qualcuno perché è appassionato di alcuni romanzi gialli, qualcuno perché vuole perdersi in quei corridoi dorati, in ogni caso chiunque visiti Parigi un giretto al Louvre non se lo lascia scappare. Chi sarà così fortunato da farlo nei prossimi mesi, nella galleria di arte e antichità romane troverà una piacevole e inedita sorpresa, la prima opera israeliana della storia esposta al museo francese, il mosaico di Lod. Decorazione pavimentale risalente circa al 300 e.v., quando la cittadina del centro di Israele di Lod si chiamava ancora Lydda, si pensa che si trovasse in una stanza dell’abitazione privata di un uomo molto ricco dell’epoca. Che per il pavimento di casa sua optò per un’esotica e affollatissima raffigurazione che comprende leoni, pesci, giraffe ed elefanti. Sarà anche un po’ vistoso, e poi probabilmente lo stile giungla alla lunga stufa, ma in fondo al tempo andava di moda così. Il mosaico, che è uno dei più ricchi e meglio conservati in Israele, fu rinvenuto nel 1996 in una discarica di Lod e tirato fuori nel 2009 da Miriam Avissar per conto della Israel Antiquities Authority. È stato esposto in Israele, al Metropolitan Museum of Art di New York e in altri musei in giro per gli Stati Uniti, e adesso è sbarcato al Louvre. Bisogna poi aggiungere che questa notizia, che parla di quella tanto affascinante antichità con cui tendo a sfinire le persone (e un pochino anche me stessa), ma allo stesso tempo anche di Parigi, quella dov’è entusiasmante immaginare una vita fra le stradine del Marais e i Grands Boulevards, e giustamente riesce anche a solleticare la curiosità nei confronti del mondo ebraico, ha per una latinista ebrea aspirante parigina qualcosa di particolarmente attraente, contiene il giusto mix di elementi che la trasformano da interessante a esaltante. Un colpo di fulmine, perché come cantava meravigliosamente Georges Brassens (terribile lacuna, fra l’altro, appena scoperta ma subito colmata mediante ascolto compulsivo), “le coeur à vingt ans se pose où l’oeil se pose”, il cuore a vent’anni si posa dove si posa l’occhio.

Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche twitter @MatalonF

(26 maggio 2013)