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Qui Torino – Salutarsi cantando (e leggendo)

Ieri, per la grande festa di fine anno, la scuola ebraica di Torino si è trasformata prima in teatro e  poi in libreria: gli invitati – accorsi numerosissimi – sono stati accolti nel cortile, diventato per l’occasione un grande palcoscenico dove i bambini hanno messo in scena Il piccolo spazzacamino. Hanno lavorato tutto l’anno sull’opera di Britten, in un percorso che le insegnanti di musica hanno portato avanti insieme allo staff didattico del Teatro Regio, che con il progetto Scuola all’Opera ha accompagnato centinaia di bambini alla scoperta di un mondo affascinante e per molti sconosciuto. E il coro dei bambini, che aveva già cantato nella magica sede del Teatro, ha dimostrato davanti ai genitori e agli ospiti della adiacente casa di riposo di avere capacità e preparazione tali da far sperare nell’avvio di gruppo stabile, già dal prossimo anno. A conclusione del concerto si è passati dalla musica ai libri, grazie al mercatino allestito all’interno della scuola, con numerose case editrici che hanno proposto edizioni per tutte le età, coprendo i tavoli della mensa di tantissime proposte. In un altro locale, intanto, venivano presentati i corsi che gli allievi potranno frequentare durante il prossimo anno scolastico nei locali della scuola, dopo le lezioni. E anche in questo caso la scuola ha saputo unire le tradizionali lezioni integrative a proposte meno frequenti aggiungendo a sport, lingue, illustrazione e recitazione un corso di fotografia e una nuova proposta al già ricco programma musicale: le percussioni africane hanno saputo risvegliare anche nei più restii grandissima curiosità. Girando fra i bambini che sciamavano chiacchierando da un piano all’altro della scuola canticchiando le melodie dello spettacolo o sfogliando i libri appena acquistati, e guardando i tanti sorrisi e le belle maschere costruite durante l’anno per lo spettacolo che molti portavano ancora fieramente in testa, era ben chiara la sensazione di una scuola bella, viva, insostituibile. Come tutte le scuole di qualità, dove oltre alla preside il personale docente e non docente e tutti i genitori insieme fanno il possibile e spesso l’impossibile per i bambini, per il futuro.

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(12 giugno 2013)