…riposo

“Il ritmo della vita ha bisogno di riposo per il benessere fisico, per la serenità dell’animo, per l’equilibrio della persona e delle relazioni. L’esperienza umana ha riconosciuto il tempo del riposo come tempo dei desideri, possibilità di dedicarsi a tutto quello che è piacevole, che gratifica il corpo e la mente, che esprime gli affetti, che coltiva gli interessi, che allarga gli orizzonti. Ma l’esperienza del riposo nel nostro tempo è insidiata dalle tentazioni dell’individualismo e della trasgressione: modi di vivere il riposo che mortificano la persona spingendola nella solitudine o la rovinano rendendola schiava di pratiche addirittura dannose”. E’ un passo che si trova nella lettera pastorale del card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, dal titolo “Il campo è il mondo” diffusa lo scorso 9 settembre (il passo si trova a pp. 33-34) in un paragrafo che s’intitola “Riposo” che muove le sue riflessioni dal riposo sabbatico. E’ significativo che quello spazio-tempo, a lungo guardato come eccentrico, specifico, forse anche residuale, sia nel vocabolario in uso di molti e che non resti solo nel mondo ebraico, o che non sia testimonianza del percorso riflessivo di un solo gruppo, di minoranza per di più. E’ un buon segno che costituisca un momento di costruzione verso un’enciclopedia condivisa. E’ quello che proveremo a suggerire dal 28 settembre all’1 ottobre “con Jewish and the city”, parlando di Shabbat. Chissà che non ne venga fuori qualcosa.

David Bidussa, storico sociale delle idee

(15 settembre 2013)