moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

responsabilità…

Non è particolarmente difficile immaginare la scena di ciò che poteva essere l’uscita dall’Egitto, la moltitudine di essere umani, di animali, di carri in marcia, il loro brusio, il pianto dei neonati… Possiamo anche immaginare lo sgomento di questa folla eterogenea nell’accorgersi di essere inseguita dalla veloce cavalleria egizia in assetto di guerra, armata di carri falcati (l’arma più micidiale dell’epoca), e capirne l’impaurita reazione. Moshè sa usare le parole giuste: “Non temete, state saldi e guardate la salvezza divina che Egli metterà in atto per voi oggi… Il Signore combatterà per voi; voi state quieti!”. Però anche Moshè è un essere umano, ed anche se la Torà non lo dice espressamente è evidente che anche lui è impaurito, tanto che Ha-Qadòsh Barùkh Hu’ deve dirgli: “Mà titz‘àq elày? Dabbèr el benè Israèl we-yissà‘u!”, “Perché gridi verso di Me? Parla ai figli d’Israele, che partano!”. In altri termini: non aspettare la salvezza dall’alto, comincia ad agire! Questa frase andrebbe scolpita a lettere di fuoco nel cuore e nella mente di ogni singolo ebreo, in modo che arda in ogni momento della sua vita. Molte volte si sentono persone che lamentano la decadenza delle nostre Comunità, la difficoltà di avere Minyàn per le funzioni, il fatto che nei giorni feriali non si riesce ad avere funzioni regolari… ma in realtà il Minyàn si ha quando ognuno fa tutto il possibile per averlo, quando ognuno non perde un’occasione per partecipare a una Tefillà e magari riesce a farci venire anche qualcun altro. Si lamentano le difficoltà di approvvigionamento di generi Kashèr, ma non si utilizzano le strutture comunitarie per averli o ci si accontenta di qualcosa di non Kashèr, senza rendersi conto che se ognuno si servisse di ciò che già esiste, ci sarebbe molto di più di ciò che c’è. Molte volte, anzi sempre, la nostra salvezza ebraica non dipende da un miracoloso intervento dall’alto, bensì dal nostro sforzo, da una nostra volontà che si traduce in azione.

Elia Richetti, presidente dell’Assemblea rabbinica italiana

(9 gennaio 2014)